mercoledì 11 Febbraio 2026
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Recuperare l’arte e la tradizione per valorizzare il territorio e far decollare lo sviluppo

SAN MARTINO IN PENSILIS. Lo sviluppo del territorio, l’importanza del recupero delle tradizioni paesane, l’evoluzione ed il recupero del convento trasformatosi da rudere abbandonato in struttura monumentale ricca di storia, tradizione, suggestione e arte sono stati gli argomenti di cui si è tanto parlato nel corso del convegno ‘Le tradizioni, valorizzazione del territorio’.

Un incontro svoltosi domenica mattina presso l’incantevole convento cinquecentesco di ‘Gesù e Maria’, che ha dato inizio alla Settimana della Cultura organizzata congiuntamente dal comune, dal Ministero per i beni e le attività culturali, dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise e dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Molise. Quale location migliore del convento, restaurato di recente, per proporre un simile evento?

A parlare dei lavori apportati al convento, del suo valore storico, religioso e culturale, dell’importanza delle tradizioni paesane e di un loro recupero, nonché dei possibili scenari futuri di sviluppo del turismo religioso ci hanno pensato il sindaco Vittorino Facciolla, don Costantino Di Pietrantonio, i consiglieri regionali Luigi Terzano e Francesco Totaro, il professor Michele Mancini, i funzionari della Soprintendenza B.A.P. del Molise Nicola Vitale e Claudio Civerra, l’antropologa Emilia De Simoni ed il funzionario della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici molisani Emilio Izzo.

Nel suo intervento, il sindaco ha informato i convenuti che ci si sta muovendo con la Regione Molise e la Conferenza Episcopale Italiana per fare del convento un luogo promiscuo. “Abbiamo diversi palazzi importanti- ha affermato il primo cittadino- per cui possiamo dare un’immagine capace di fare sviluppo ed integrazione. In questo, potranno aiutare le tradizioni millenarie paesane ed i convegni tematici tenuti da persone importanti che verranno a manifestare le loro conoscenze”. Si è parlato, quindi, del passato, del presente ma anche del futuro perché come ha sottolineato il consigliere Terzano il luogo sacro è stato reso ospitale, tante persone hanno lavorato per renderlo più bello ed accogliente ma ora bisogna riempirlo. Sia Terzano che Totaro, quindi, hanno elencato tutto ciò che si è fatto finora a livello regionale ma entrambi hanno annunciato di fare ancora battaglia per ottenere i finanziamenti per la necessaria tutela e così via perché i temi del territorio, della cultura e delle tradizioni devono rappresentare un connubio indissolubile ed indissociabile.

A ripercorrere in maniera stringata la storia del convento e della tradizione della Carrese, lo storico Mancini che in qualche modo ha fatto ‘assaporare’ ai presenti quel mondo fantastico e suggestivo di un tempo. “In questo luogo- ha dichiarato Mancini- la fede dei nostri padri si respira, si tocca quasi con mano”. Poi parlando della Carrese e delle altre tradizioni sammartinesi ha aggiunto: “Il tratturo, il canto stesso della Carrese ci ricordano il nostro passato. Ed è quasi certo che proprio nei versi della Carrese sta il segreto della nostra corsa”.
 
Fino al 26 aprile, dunque, il convento resterà aperto alla cittadinanza desiderosa di immergersi in quel non so che di affascinante e misterioso, in quell’atmosfera incantevole e suggestiva del luogo sacro di un tempo. Fino a domenica, perciò, giornata conclusiva della Settimana della Cultura, il convento di ‘Gesù e Maria’ sarà sede di video proezioni, convegni e visite, per lasciare il posto poi alle zone centrali del paese dove si respira già aria di festa per la corsa dei carri.

Maria Ciarlitto