TERMOLI. Vandali in libera uscita, soprattutto di notte e, nelle more delle festività, quando orde di giovinastri prendono d’assalto bar e locali ove esercitare uno dei fenomeni di maggior voga: l’alzata di gomito.
Non sappiamo se chi ha devastato la vetrina di un’agenzia immobiliare in via Sannitica, tra il corso nazionale e il municipio, la Duemme immobiliare, era in preda ai fumi dell’alcol, ieri nella tarda serata, intorno all’una di notte.
Una delle ante di vetro, con uno strato spesso e consistente, è stato colpito con un corpo contundente, facendo scheggiare l’intera lastra, presa successivamente a calci e bersagliata fino a farla quasi rientrare completamente nel locale di pertinenza.
Come corredo, la solita cornice di fioriere spaccate e terra riversata intorno, come il segno tangibile del passaggio di questa plebaglia.
A dare l’allarme è stata una ragazza, che si è accorta di quanto stesse accadendo, testimoniando come uno degli incursori fosse davvero indiavolato, tanto da venir preso per un braccio da uno dei suoi complici al grido: non ti pare di aver fatto abbastanza danni? Andiamocene.
Il titolare dell’agenzia è stato avvisato dalla vigilanza privata, che era transitata 45 minuti prima senza notare alcun movimento sospetto.
In pochi minuti, sia le pattuglie della polizia che i carabinieri si sono messi sulle tracce di un gruppetto di ragazzi, di cui il più infervorato pare indossasse una maglia rossa con un pantalone bianco.
Intanto, al di là del danno cagionato, alcune centinaia di euro, e l’attività intermediativa bloccata in attesa della riparazione, non si sa se quei malfattori volessero penetrare all’interno degli uffici per proseguire, rimpinguandola, l’azione devastatrice, cresce il malcontento tra gli operatori economici del centro, che vedono sempre più a rischio nelle notti di assembramento prefestive quelle scanzonate comitive in cui si annidano i poco di buono.
Videosorveglianza diffusa sul territorio, almeno nello spettro più densamente popolato da negozi e uffici, e persino qualcuno che fa riferimento a una possibile istituzione di ronde, per contrastare un fenomeno che cresce esponenzialmente al pari del disagio delle giovani generazioni.






