giovedì 12 Febbraio 2026
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Termolesi divisi tra opportunità e rischio cementificazione

TERMOLI. Da qualche tempo non si fa altro che parlare di crisi, di problemi di liquidi, di tasche vuote per cui il governo sta cercando di far fronte ai problemi degli italiani varando una serie di proposte che dovrebbero aiutare in qualche modo ad affrontare questo momento così particolare.

Un esempio è il ‘piano casa’ in dirittura d’arrivo. Dopo una trattativa con le regioni, durata circa sette mesi, l’accordo che sblocca il piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, è stato firmato il 5 marzo scorso da Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le regioni e da Vasco Errani,  presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il Piano Casa del Governo si arricchisce di due nuove iniziative: le misure per l’ampliamento delle abitazioni e il progetto di costruire nuovi insediamenti urbani per chi ha difficoltà ad acquistare o ad affittare una casa. Un intervento, insomma, scelto per rilanciare un settore chiave della nostra economia quale è l’edilizia e per andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane, soprattutto ora che la crisi economica e finanziaria si è aggravata.

Ma qui a Termoli la gente cosa ne pensa? Come ha accolto questa proposta? Alcuni cittadini approvano l’iniziativa, altri invece sono fortemente contrari. Il provvedimento del Governo che annuncia un aumento delle cubature edilizie di un 20-30% ha riscosso pareri contrastanti. “Rilancio di quale economia?- ha dichiarato Antonio, un operaio Fiat- di quella sommersa? Questo è soltanto un altro smacco all’evasione fiscale! Sarà un deturpare ulteriormente la nostra città e non è difficile capire che solo in pochi fattureranno. Sarebbe stato più opportuno attivare il settore edile facendo un restauro conservativo e una riqualificazione delle orrende facciate che si vedono un po’ dappertutto!”.

Diverso il parere di Antonella, professionista di 52 anni. “Il Piano Casa che la solita sinistra sta tentando di distruggere- ha dichiarato- è una di quelle cose semplici che, senza costare alla comunità, darà lavoro e muoverà in modo sensibile l’economia di questo Paese”. Ma la stragrande maggioranza della cittadinanza termolese non vede di buon occhio questa legge. “Io che faccio fatica ad arrivare a fine mese- ha dichiarato un altro signore, dipendente di una piccola azienda ubicata presso il Nucleo Industriale di Termoli- non posso approvarlo ed appoggiare gli evasori fiscali. Ci vogliono portare tutti alla guerra tra poveri, precari e disoccupati, nascondendo il famelico appetito delle banche, dei banchieri e di chi li protegge su in alto, nel Governo”.

Il Piano Casa, inutile a dirsi, solleva diverse questioni anche nella nostra cittadina adriatica. Qualcuno, addirittura, ha parlato di una ferita al territorio, perché il problema degli alloggi non può essere risolto soltanto con l’aumento delle cubature. Termoli così si spacca in due fazioni sul Piano Casa. C’è chi parla di scempio ambientale, di violazione, di pura cementificazione, riferendosi al piano berlusconiano e chi, dall’altra parte, è favorevole perché ‘investire sulla casa significa investire sul proprio bene’ o perché si crede davvero che aiutando in questo modo l’edilizia si possa rilanciare anche l’economia. 

“Con i consumi depressi- ha commentato qualcuno- come può una famiglia spendere 150mila euro per aumentare la propria abitazione?”. Insomma, questo Piano Casa è davvero in grado di rilanciare l’economia? Oppure è soltanto una cementificazione pura come ha ipotizzato qualche cittadino?

Maria Ciarlitto