martedì 10 Febbraio 2026
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Termolesi fra paura del terremoto e solidarietà alle famiglie abruzzesi

TERMOLI. “Ho tanta paura perché il mostro ti ruba la vita e tutto ciò che possiedi in un attimo- ha dichiarato una signora anziana, seduta su una panchina di Piazza Monumento, al centro di Termoli. Con la parola mostro si riferisce al terremoto che pochi giorni fa ha spazzato via quasi un’intera città.

Quasi 300 morti, tantissimi feriti, milioni di sfollati e di edifici distrutti, rasi al suolo. Fra le vittime dello spaventoso sisma, anche alcuni ragazzi molisani. “E’ una tragedia enorme, povera gente! Non possiedono più nulla e qualcuno non ha più nemmeno i propri familiari- ha continuato la donna”. Le scosse sismiche sono state avvertite anche nella nostra cittadina, nei comuni limitrofi e la paura ed il terrore aleggiano nell’aria. La voglia di festeggiare la Pasqua è quasi sparita, come si può fare festa e sapere che nella regione a noi confinante tantissima gente è morta ed altre persone hanno perso tutto, casa, automobili, beni e parenti?

“Abitiamo al quinto piano di una palazzina qui a Termoli- ha dichiarato una coppia- e sentiamo ogni scossa. Abbiamo tanta paura, sono un paio di sere che non riusciamo quasi a dormire. E’ troppa l’ansia di percepire lo sballottamento di mobili e pareti, è alto il timore di poter perdere anche noi tutto in un solo colpo”. I cittadini termolesi non sono affatto tranquilli. La vita continua, ma sempre con molta tensione, almeno fino a quando le scosse non si placheranno.

Già nel 2002, col sisma di San Giuliano di Puglia si era terrorizzati e spaesati. Adesso i sentimenti sono gli stessi di allora. Si sta in allerta, sperando che non accada il peggio. Inoltre, fra l’intera popolazione, è partita la corsa alla solidarietà delle famiglie abruzzesi.  Mentre la signora anziana ci ha confessato di aver portato alla Caritas ed alla Misericordia della cittadina un paio di buste ricche di pasta, tovaglioli di carta, bicchieri e piatti di plastica, un pallone per i bambini, qualcun altro ha dichiarato di aver contributo economicamente all’aiuto di queste povere vittime del terremoto.

“Abbiamo inviato denaro tramite le coordinate bancarie viste in televisione- ha dichiarato un signore, in compagnia della moglie- così possono comprare ciò che più gli serve. Avrei voluto fare arrivare ai bambini almeno le uova di Pasqua, perché capisco il forte momento di disagio, la loro paura. Però era un po’ impossibile, sono troppi bambini. Meglio inviare denaro, potranno comprarlo loro stessi un uovo di cioccolato!”. Come sempre, un messaggio di sostegno, di affetto, di solidarietà. E non solo perché la Pasqua è vicina.

I cittadini hanno dimostrato e stanno tutt’ora dimostrando di avere un cuore d’oro, nonostante la crisi economica penalizzi le loro spese. Tuttavia, anche chi vive in maggiori ristrettezze, non ha rinunciato ad offrire un piccolo aiuto. “Siamo una famiglia di quattro persone e viviamo con 900 euro al mese- ha dichiarato una signora- abbiamo tanti problemi in casa ma abbiamo cercato di dare un contributo anche noi, purché  minimo. Abbiamo portato alla Caritas due chili di pasta, qualche scatoletta di tonno e cinque pacchi di biscotti. Inoltre la compagnia telefonica della Tim ha donato a mio marito una ricarica da dieci euro e lui l’ha spesa donando per dieci volte un euro alle famiglie terremotate, inviando un messaggio ad un numero della Protezione Civile apparso in televisione. Di più non possiamo permettercelo”.

Una famiglia generosa, sicuramente ma da esempio a tante altre. Così, a pochi giorni dal grande disastro di L’Aquila, Termoli ed i suoi abitanti vivono tra un misto di rabbia, dolore e paura, non rinunciando ad aiutare il prossimo, le vittime in tutti i sensi di questa immensa strage.

Maria Ciarlitto