venerdì 13 Febbraio 2026
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Una frana mette a rischio viadotto e caseggiato

TERMOLI. Non mancassero i problemi e le emergenze sul territorio, tra le strutture su cui intervenire vi è anche l’ex casello ferroviario 440, quello che sorge in via Corsica, prima del viadotto Ponte sei voci.

A dare l’allarme, come già fatto altre volte in questi ultimi nove anni sono state le due famiglie residenti, Del Borrello e Piscitelli, gli smottamenti di terreno adiacenti allo stabile giallastro ora divenuta la loro casa, si aggravano di perturbazione in perturbazione.
Il primo atto scritto risale al 25 gennaio 2000, giusto tre anni prima dell’alluvione, indirizzata al sindaco pro tempore (all’epoca Alberto Montano), al compartimento di Bari delle Ferrovie dello Stato e alla Metropolis (ora Ferservizi spa), società di gestione del patrimonio immobiliare della holding statale. In particolare, quando le piogge sono intense e abbondanti, l’infiltrazione di acqua piovana nel terreno su cui poggiano sia i pilastri del viadotto, sia reggono le due abitazioni, metterebbe a repentaglio la solidità della struttura stradale e dell’immobile.

La frana, in progressione, interessa anche una condotta fognaria, che sversa a cielo aperto. La richiesta di sopralluogo promossa con quella nota, sottoscritta da Del Borrello e da Piscitelli venne accolta dalle Ferrovie e segnalata alla direzione infrastrutturale e al Comune di Termoli, cui era già pervenuta la nota per conoscenza dai residenti interessati. Una ulteriore segnalazione è datata 28 febbraio 2005, dove le due famiglie, divenute nel frattempo proprietarie dell’ex casello 440, tornano a coinvolgere sia il sindaco (Di Giandomenico) che la struttura di coordinamento della protezione civile per i fenomeni di erosione del terreno causati dalla non regimentazione delle acque meteoriche provenienti da sud, che corroderebbero, oltretutto, l’area alla base dei piloni del ponte e della piattaforma stradale, interessando la collinetta ove venne edificato a suo tempo il caseggiato.

Di lì, qualcosa si mosse, tanto che gli stessi richiedenti, nel volgere a Termolionline.it la problematica, hanno asserito come fosse stato appaltato dal Comune – gestione Greco – l’onere di sistemare la vicenda una volta per sempre.

A preoccupare sui tempi di cantierizzazione i residenti sono state le ultime precipitazioni, che hanno incrinato ancor di più il lembo che permette di non far scivolare giù tutto a valle, compromettendo criticamente sia i piloni che la costruzione rilevata dalle Ferrovie. Da qui, l’intervento sulla stampa per sollecitare l’assessorato ai Lavori Pubblici e la ditta eventualmente aggiudicataria o in via di aggiudicazione.

emanuelebracone@termolionline.it