martedì 10 Febbraio 2026
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Blitz dei Nas contro le fritture nocive. In Molise sei locali finiscono nei guai

NAPOLI. Un locale pubblico su sei frigge patate, crocchette e altre pietanze con olio esausto.

E’ questa la clamorosa truffa portata in emersione dai carabinieri per la tutela della salute. Nei soli mesi di marzo e aprile, che rappresentano un po’ il test in vista della stagione clou, tra tarda primavera ed estate 2009, i militari al servizio del tenente colonnello Ernesto Di Gregorio hanno effettuato un monitoraggio amplissimo in sei regioni: Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.
Al setaccio sono finite le cucine e le dispense di pizzerie, paninoteche, friggitorie, pub e fast-food.

Nel mirino, l’uso improprio degli oli e grassi vegetali per frittura da parte dei ristoratori, con gli alimenti a forte rischio trasformazione chimico-molecolare, cibi potenzialmente nocivi e cancerogeni per la salute dei consumatori.
Il campione rilevato, circa 500 attività di somministrazione, ha fatto venir fuori un massiccio ricorso all’olio di semi di soia o di palma, con una riduzione drastica dell’utilizzo di olio d’oliva.

I limiti di deterioramento ammessi sono disciplinati con peculiarità dal ministero della Salute, in campo con tabelle, norme e circolari esplicative.

Ad operare i controlli sono stati 14 nuclei antisofisticazione, che in 90 casi hanno riscontrato il ricorso a oli non friggibili, poiché già bruciati in diverse altre fritture.
Nel Molise, con particolare riferimento alla costa, delle 48 ispezioni, sei sono risultate non a norma.
Nel complesso, 103 sono stati i titolari denunciati alla magistratura, 25 le tonnellate di alimenti sequestrate e sei i locali sigillati e chiusi al pubblico.

A corredo di questa operatività, altre 84 sanzioni per violazioni amministrative e il controvalore dei sequestri per 4 milioni di euro.

emanuelebracone@termolionline.it