TERMOLI. La maggioranza di centrosinistra è capace di assottigliarsi nella sua composizione, quasi rischiare di vedere sovvertiti, talvolta, i rapporti di forza ma, alla fine della fiera, sarà l’istrionismo del sindaco Vincenzo Greco, miracolosamente sbuca in aula e respinge al mittente addebiti, attacchi e trappoloni.
Con uno stratagemma ormai annunciato, e un colpevole ritardo di quasi un’ora, complice una conferenza dei capigruppo, primo atto dopo l’appello nominale, la maggioranza si è assicurata i due provvedimenti a cui teneva: un via libera per sistemare la parrocchia dei santissimi Pietro e Paolo, e della contestatissima, dalla minoranza di centrodestra, commissione tematica consiliare sui temi dell’igiene urbana e della raccolta differenziata.
Il dibattito, vivace, vivacissimo a tratti, ha visto quasi tutti i rappresentanti dell’opposizione presenti in aula a quel momento scudisciare all’indirizzo di una centrosinistra che, di fronte alle polemiche della cittadinanza risponderebbe con uno strumento di sterile auto-controllo, oltretutto a costi istituzionali, viste le dazioni eventuali dei gettoni di presenza. E su questo principio, dopo l’accusa che l’amministrazione avrebbe già perso la faccia, si è ribadita la volontà di dar voce ai cittadini con il referendum consultivo.
Non partecipi dell’assise, lasciata al presidente Enzo Criniti (Pd), a Gianni Santoro (Ps) e Marco Cataldo (Prc). Sul voto, dopo la precedente astensione, Michele Colella e Antonio Paparella, entrambi organici al Pd partito, hanno votato contro, insieme all’opposizione.
Ancor meno interessanti le discussioni sulla presunta decadenza per l’incompatibilità del sindaco Vincenzo Greco, bocciata dalla maggioranza, sulla mozione di sfiducia verso il presidente del consiglio comunale Giuseppe Rocchia, ritirata dal proponente Giuseppe Spezzano, e della mozione sulla vertenza idrica, che ha registrato, per la prima volta, il verbo del primo cittadino. Solo schermaglie in vista della sessione di bilancio, prevista per domani sera.





