mercoledì 11 Febbraio 2026
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Il colmo delle Poste: 1 km al giorno per una raccomandata da Termoli a Guglionesi

TERMOLI. Un chilometro al giorno, quanto è capace di percorrere qualsiasi persona, anche la più debilitata e con una deambulazione compromessa.

E’ questo il limite, fisiologico, anzi patologico, che le Poste italiane, questo colosso privatizzato che produce utili grazie al servizio di raccolta e consulenza finanziaria, non riesce a superare nell’improba e ardua impresa di recapitare da Termoli a Guglionesi una semplice ma fondamentale lettera raccomandata.

Nell’era dell’innovazione, della tecnologia, dove dati e documenti viaggiano con velocità impensabili solo fino a qualche anno fa, l’unico baluardo della lentezza e dell’inefficienza parrebbe essere rimasto solo questo carrozzone che, nonostante la nuova tinteggiatura di giallo e blu, quasi a richiamare i colori di scaligera memoria, si arena come nelle sabbie mobili per spostare corrispondenze materiali da un ufficio all’altro del territorio di pertinenza.

Una distanza risibile, colmabile in poco più di dieci minuti, è stata dilatata all’inverosimile, peraltro con una spedizione avvenuta nel mezzo della settimana, tanto per evitare di far accampare alibi sul blocco delle consegne nel weekend.
Figli della razionalizzazione, che hanno centralizzato a Pescara tutti gli arrivi e le partenze da e per il territorio molisano, questi disagi sono subiti da chi, obtorto collo, con il formalismo di una raccomandata deve impartire direttive, ordini e comandi agli uffici con cui quotidianamente si lavora.

Ma a chi è accaduto tutto questo?

Beh, a volte il diavolo fa le pentole e non i coperchi e quando in un disservizio, così dilagante, incespica, suo malgrado, proprio l’editore di una testata giornalistica, come la Promaco srl di Nicola Montuori, l’evidenza negativa che ne deriverebbe assume i connotati di una vera e propria denuncia pubblica.

La raccomandata, regolarmente bollata dall’ufficio di Termoli il sei maggio scorso, con la corresponsione della tariffa relativa, 3 euro e spiccioli, è pervenuta a destinazione solo ieri, venerdì 23 maggio, con il rischio di uno stop di un altro weekend, sarebbe stato il terzo consecutivo, visto che il destinatario, un istituto di credito a Guglionesi, notoriamente sabato e domenica non riceve plichi e buste.
All’interno della lettera c’era un ordine di pagamento di un cliente, ma cosa sarebbe accaduto se in quel documento postale ci fosse stata una notifica urgente o qualsiasi altra comunicazione i cui termini immediati, laddove non tempestivamente inoltrati, si fossero affievoliti drasticamente, ponendo in difetto chi, nell’assoluta buona fede, si era rivolto alle Poste per una celere consegna?

Altro che competitività e menate di questo tipo, in Italia i servizi pubblici e quelli assimilati godono di privilegi borbonici e i livelli di controllo sono efficaci quanto una barzelletta circolante da lustri.

emanuelebracone@termolionline.it