TERMOLI. Chiuso l’istituto tecnico Nautico per i noti problemi strutturali dalla metà del dicembre scorso, l’area di verde pubblico attrezzato che sorge giusto dinanzi al plesso scolastico, in viale Trieste, è divenuta una ricettacolo di erbacce e, peggio ancora, di immondizia.
Decine le buste di spazzatura che sono state abbandonate nell’area dagli sventurati, proprio negli angoli meno visibili dalla strada.
La mancata frequentazione da parte di docenti, studenti e personale didattico, ovviamente, ha fatto venire meno anche l’esigenza di un controllo più serrato da parte della polizia municipale.
Dalle panchine prospicienti il sottopasso e sino alle mura stesse della scuola, non c’è un singolo metro quadrato che non sia in preda all’abbandono e all’incuria.
A denunciare questa condizione al limite della tolleranza zero sono stati due privati cittadini, abituati a ben altri livelli di civiltà: Vittorio Colella e Franco Viotti, bancario in pensione quest’ultimo, che dopo venti anni trascorsi in giro per l’Italia per motivi professionali, ha pensato bene di godersi la quiescenza e il meritato riposo nella sua abitazione termolese, che sorge proprio a lato del giardino pubblico.
“E’ incredibile quello che sta accadendo a Termoli – afferma Viotti – e non siamo ancora con un picco di presenze significative dal punto di vista turistico. Ma qual è l’immagine che daremo quest’anno?
La raccolta differenziata porta a porta non funziona e la denominazione di questo progetto, forse, dipende solo dalla diversità con cui viene organizzata. Buste ammonticchiate per la strada, spazzamento a singhiozzo. Non ho mai visto la nostra città ridotta così”.
Per Viotti, la gestione dell’igiene urbana non dovrebbe divenire un problema quotidiano di ciascuno di noi, specie di chi, tra lavoro e altri adempimenti, tempo non ne avrebbe da spendere per rincorrere regolamento, esposizioni calendarizzate e ritiri, specie perché con l’assolvimento dell’obbligo tributario, con il pagamento della Tarsu, a provvedere dovrebbero essere solo il Comune e l’azienda che ne gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nella circostanza la TeAm.
Inoltre, quel che siamo costretti a subire in questo angolo di verde è scandaloso”.
In effetti, l’area è davvero disastrata, poiché già presa di immigrati che la trasformano a discarica di rifiuti alimentari e persino di indumenti, oltre che fossa biologica all’aperto di escrementi. Ad aumentare la sporcizia, inoltre, anche l’attività prolifica delle ‘gattare’, quelle donne che non fanno passare giorno, che portano gli avanzi dei loro pranzi e cene, spesso pasta (spaghetti, soprattutto) e ciotole di acqua.
I mici che si abbeverano e nutrono non riescono a consumare interamente il fiero pasto, lasciandone avanzi degli avanzi a disposizione di qualsiasi altro animale.
Per questo, sovente viene notata la presenza di piccoli rettili come le lucertole e gli immancabili ratti, ma, addirittura, è lo stesso Viotti a riferire come domenica scorsa siano stati avvistati su quei residui di cibo anche gabbiani e serpentelli.
Un vero pezzo di giungla urbana, come ormai ribadiamo da mesi per diverse, innumerevoli, anzi, tratti di città e questo che dal sottopasso conduce al Terminal bus di via Martiri della Resistenza, con un transito pedonale massiccio, senza peraltro opportune indicazioni e segnaletica, certo non è periferia.






