venerdì 13 Febbraio 2026
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Ko il piano dei lavori pubblici, maggioranza rinvia l’ok al bilancio

TERMOLI. Il bilancio di previsione 2009 dovrà venire alla luce con un parto cesareo a qualche settimana dalla rottura naturale delle acque. Questo l’epilogo della drammatica seduta di ieri, stretta tra le esigenze di tenuta del centrosinistra e la vicenda relativa alla rielezione degli organi direttivi del Cosib.

Le astensioni dei consiglieri Giulia Di Paola, Franco Catterino e Pasquale Piccoli, oltre a quella di Franco Scurti, segnalano in modo esplicativo le difficoltà di una maggioranza che, mese dopo mese, provvedimento dopo provvedimento, rischia di perdere importanti e decisivi pezzi.

Il siluramento della proposta n. 35 in materia di piano triennale dei Lavori pubblici, infatti, segna una svolta nei rapporti di forza interni al centrosinistra, dove una precisa volontà del sindaco e della giunta viene estromessa dalla discussione in aula, lesa maestà ancor più grave se si pensa come si fosse in piena sessione di bilancio e in un giorno di crocevia importanti per l’amministrazione Greco.

Chissà cosa penserà di quanto accaduto ieri sera l’assessore ai Lavori pubblici Mario Di Blasio, vedendo due terzi del suo gruppo consiliare di riferimento non dargli una mano nella votazione di quella pregiudiziale con cui il capogruppo di Partecipazione cittadina, di fatto, ha aperto una nuova falla nella carena del Comune.

Compatta, graniticamente o quasi, capace di resistere a ogni pressione esterna, la maggioranza di centrosinistra, schivati due azzeramenti di giunta e le dimissioni del sindaco, rischia di scivolare su di una buccia di banana, anzi su Punta di Pizzo.

E’ questa l’accusa deflagrata ieri sera, in sala consiliare, nella delicata sessione di bilancio, culmine di una contrapposizione politica, ormai duramente sfociata in continui assalti e critiche della minoranza di centrodestra alla conduzione della presidenza dell’assise civica, quasi da santificarne il predecessore in gonnella. Il banco di prova, della tenuta e della progettualità, dello schieramento che governa la città è saltato improvvisamente, come in una delle mani più imprevedibili mai vissute sul tappeto verde. Non sono bastati due rinvii per mettere d’accordo l’intera o quella parte preponderante e predominante della coalizione istituzionale. Tornati in aula dal Cosib, con in cascina la sospensiva, a gelare il sangue nelle vene di sindaco e giunta è stata la pregiudiziale sulla votazione del piano triennale dei lavori pubblici, proposta da Simone Coscia, per la mancanza del parere dei revisori dei conti sulla proposta n. 35 del 30 aprile scorso, rispetto a quanto, invece, approvato nella seduta di giunta del 12 marzo.

Una conferenza dei capigruppo per dirimere la questione e il voto, che ha scardinato, con quattro astensioni decisive (Di Paola, Scurti, Catterino e Piccoli) il centrosinistra, con Coscia, Colella e Paparella a dar man forte all’opposizione di centrodestra. Bufera in aula, con Rocchia che tra le proteste della minoranza sospende per la terza volta la seduta, asserendo l’improcedibilità del voto sul bilancio.

In realtà, tra le righe, dagli scranni del centrodestra si sente echeggiare la località Punta di Pizzo, probabilmente la parte più bella della città di Termoli, intonsa nella gran parte alla speculazione e alla cementificazione, inserita, invece, a loro dire, in un programma di riqualificazione con i fondi Pisu, quanto basta per innescare una reazione nucleare.

Il sentore negativo della maggioranza vorrebbe che la seduta fosse subito mandata in giudicato e rinviata sine die, ma quando la minoranza ha cercato di farsi valere in ogni rivolo regolamentare, dovendo persino sopportare una sospensione ulteriore dei lavori per una conferenza di capigruppo risoltasi in un braccio di ferro interno alla sola maggioranza, al rientro in aula, dopo tre voti sulle tariffe archiviate senza problemi, nell’indignazione del centrodestra Marco Cataldo chiede la sospensione con rinvio ad altra seduta della discussione del bilancio, proprio a causa dello stralcio del pieno triennale dei Lavori pubblici. In aria rimangono solo le urla di Campopiano e Roberti.

emanuelebracone@termolionline.it