giovedì 12 Febbraio 2026
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Lezioni di sicurezza nella pesca con gli esperti della Flai

TERMOLI. Promuovere la cultura della sicurezza in un mondo del lavoro come quello della pesca che impiega circa 40.000 addetti e che è considerato tra le attività economiche più pericolose a livello mondiale.

E’ stato questo l’obiettivo principale per il quale la Flai- Cgil ha organizzato in mattinata un convegno al quale hanno preso parte molti ‘protagonisti’ del settore. Location dell’evento che si è svolto anche nelle altre principali città marinare d’Italia, la Sala Colitto di via D’Ovidio, nella quale si è cercato di informare e sensibilizzare maggiormente i presenti circa il tema della sicurezza nel settore della pesca.

“Nella nostra piccola marineria di Termoli- ha esordito la segretaria generale della Flai- Cgil Molise Erminia Mignelli- ci sono dieci vongolari, trenta di piccola pesca, 40 armatori, trenta persone che si occupano della cucitura delle reti per un totale complessivo di circa cento persone. La pesca è uno dei settori più pericolosi in quanto spesso si verificano incidenti perché i lavoratori o non hanno un’adeguata formazione o sono le imbarcazioni a non essere adeguate”. Dopodichè la Mignelli ha toccato il tema del rinnovo contrattuale. “Il risultato riportato- ha sentenziato- deve essere valorizzato. Si parla di 24 ore di permesso, di 30 ore di corsi di formazione. Certo, il contratto è ancora da aggiustare ma i risultati finora sono buoni”.

Secondo la segretaria regionale, tuttavia, bisogna meglio ragionare sul contratto integrativo, perché è fermo al 1999. Pertanto, il settore della pesca dovrebbe essere integrato con il discorso della qualità degli alimenti, con quanto abbiamo da offrire da questa zona costiera e così via. “Parlare di sicurezza in questo settore – ha commentato Antonella De Marco del dipartimento sicurezza Flai- Cgil- non è semplice. Anche perché la pesca è fatta di tradizione, di appartenenza ad un territorio, di elementi che si tramandano di padre in figlio, in cui il lavoro pratico e manuale poco si concilia con le norme di sicurezza sia in mare, sia a bordo delle navi da pesca. Tuttavia, secondo i dati dell’Inail, il trend degli infortuni sembra diminuire”.

A parlare, poi, in maniera più dettagliata della consistenza della flotta termolese, delle varie tipologie di lavoro a Termoli, visto che ci sono sia la piccola che la grande vongolare, del decreto 271 del ’99 circa la sicurezza sul lavoro, Domenico Guidotti, direttore Associazione Armatori Pesca Molise.  “Ci stiamo già mobilitando  per un’opera di sensibilizzazione nei confronti delle valutazioni del servizio- ha dichiarato Guidotti- tanto che abbiamo organizzato corsi di pronto soccorso, corsi per la sicurezza in mare ed ora, grazie al sostegno della Regione Molise, stiamo preparando un corso specifico sulla sicurezza sul lavoro, perché vorremmo sensibilizzare sempre più i pescatori”.

Prima, infatti, si raccoglievano molti ordigni bellici, mentre adesso si invitano i pescatori a non intraprendere più simili azioni. Fra i presenti anche Mario Di Blasio, assessore comunale di Termoli, il quale ha dichiarato che si sta già facendo una perizia per apportare modifiche alla banchina nord del porto di Termoli. “Oltre a dare sicurezza in tema di mobilità- ha spiegato l’assessore- individua un’area security sulla banchina che consente un accesso sicuro e riservato anche per quanto riguarda l’imbarco e lo sbarco per le Isole Tremiti”.

Insomma, visto che lo spazio della zona lo permetteva, questa modifica già in fase d’esecuzione è stata integrata con il tema del comportamento specifico da tenere sulle navi.

Maria Ciarlitto