TERMOLI. ‘Dio in genere’ è il titolo della rassegna personale di Mandra Cerrone, in esposizione presso i locali dell’Archetyp’ Art di Termoli da pochi giorni.
Un curriculum di un certo spessore quello dell’artista che, dopo aver esposto lo scorso anno alla 53esima edizione del Premio Termoli, per la prima volta propone nella cittadina adriatica una mostra personale in cui la mitologia, il divino ed il luogo sacro si fondono in un tutt’uno, con la rappresentazione di alcuni disegni ancestrali riproposti con la tecnica della digitalizzazione.
“L’artista chiede agli dei la verità sulla propria natura- ha commentato il maestro larinese Antonio Picariello- l’immagine dirompe la facciata della significazione, rimuove il concettualismo riflessivo, smarca ogni semantica possibile. Non pretende dare o avere spiegazioni. Non ambisce a provocazioni che pur sarebbero lecite davanti alle percezioni semplificate dello spettatore. Qui l’opera d’arte diventa simulacro di un endogeno senso antropico: il culto delle divinità”.
“Come Archetyp’Art- ha dichiarato il maestro Nino Barone- non siamo settoriali in un linguaggio artistico, ma i concetti ed i segni archetipali devono rispondere alla contemporaneità”. Fantastica la raffigurazione dell’ambiente di una chiesa, ad esempio, che diventa per la Cerrone una sorta di giardino mitologico, divino, dove la stessa si ritrae in compagnia di un maestro artistico, sia in giovane età che da adulta. Questa l’interpretazione principale di ‘Dio in genere’. L’artista, pertanto, dopo aver scattato delle foto alla chiesa in questione e recuperato alcune sue immagini del repertorio, ha creato dei fotomontaggi.
“E’ un’arte digitale- ha spiegato Barone- una nuova proposta cui noi stiamo dando spazio”. Ed a guardare le immagini, una proposta per la quale l’artista ha dato il meglio di sé. Le opere saranno in esposizione per l’intero mese di maggio, dalle 19 alle 21.
Maria Ciarlitto






