TERMOLI. Si è tornato a parlare di box ittici, questa mattina, presso il municipio di Termoli con il sindaco Greco, in prima fila, ad additare tutta la vicenda come oggetto di volgare ed eccessiva strumentalizzazione.
“Ritengo di essere l’unico rappresentante dell’ente- ha esordito il sindaco- che si è preso carico degli umori che stavano comparendo nella nostra città ed a causa dei quali ho chiesto la sospensione dei lavori”. Durante la scorsa Giunta, poi, Greco ha partecipato il problema a tutti e la sua preoccupazione è stata condivisa in toto. Tutti accusano il sindaco ed il comune per la realizzazione dei box ittici ubicati sotto le mura del Borgo Vecchio, in prossimità dell’area portuale eppure in questo ambito, come ha spiegato il primo cittadino, è competente solo ed esclusivamente la Regione Molise.
“In questa vicenda non ci siamo solo noi ma anche la Regione, la Capitaneria, gli enti ambientali- ha continuato il sindaco durante la conferenza stampa fissata alle 10 e partecipata da quasi l’intera amministrazione comunale- la storia dei box ittici parte dalla vecchia amministrazione che inizialmente voleva realizzarli al Nucleo Industriale di Termoli ma il Consorzio non ha voluto perché trattasi di un luogo urbanizzato. I box sono la risultante di un’esigenza della Capitaneria di Porto partita nel ‘92”.
Un’esigenze prioritaria, secondo Greco, un’esigenza regionale finanziata appunto dalla Regione che ha iniziato questo percorso nel 2004 con le conferenze di servizi che, poi, l’attuale amministrazione avrebbe ereditato cercando di muoversi nel modo migliore possibile. Insomma, a quanto pare e come ha più volte rimarcato il sindaco di Termoli, il rapporto estetico- ambientale non è stato violato per colpa dello stesso o del comune.
“Su mia sollecitazione il comune ha rimarcato agli altri enti che la prima allocazione che da via Roma conduce al piazzale del porto non era una collocazione felice- ha continuato Greco- sia per via di un cavo elettrico sia per un’esigenza di traffico perché il luogo sarebbe stato intasato così abbiamo cercato di trovare una nuova soluzione. Ogni ente, in base alle proprie competenze, si è mosso guardando un aspetto della vicenda e tutti, alla fine, sono stati consenzienti sulla locazione come migliore possibile”.
Si è discusso tanto, insomma, sul posto in cui poter realizzare tali box. Addirittura si era pensato di dare loro vita accanto allo zoo- profilattico ma poi, sotto le mura, è risultato meno impattante. “Si tratta di una sorta di lego, di strutture amovibili provvisorie- ha spiegato ancora ai presenti il primo cittadino- e che, secondo il Piano Regolatore, devono stare nel luogo deputato alla pesca e quindi nella parte sud”. Una destinazione provvisoria, quindi, che però,di fatto, ha scatenato un polverone non indifferente, anzi ‘spropositato’, per usare un’espressione di Greco.
“Sono stato addirittura il più sensibile e subito mi sono attivato, perciò voglio rovesciare questa visione tragica delle cose- ha dichiarato- ora i lavori sono bloccati ma dobbiamo agire in modo da non perdere i finanziamenti e, quindi, urge trovare una soluzione che soddisfi tutti gli enti partecipanti”. Nelle prossime ore, pertanto, il comune si è preso l’incarico di contattare la Regione cui spetta indicare le aree disponibili per i box ittici.
“Mi chiedo dov’era questa grande sensibilità quando si costruiva il depuratore sotto le mura- ha inveito il sindaco- e dov’era quando si costruiva sulla spiaggia il zoo- profilattico che non può essere rimosso!”. Già. Perché prima di polemizzare bisogna tener conto di tanti fattori e conoscere tante situazioni. In un documento del 23 dicembre 2008, ad esempio, l’ente preposto ai beni ambientali dichiarava ideale la soluzione trovata per i box definendola meno visibile e meno modificativa dello stato dei luoghi. Ora, quindi, perché lamentarsi di sindaco e comune?
Ed a proposito di Legambiente. “In relazione a Termoli non credo abbia una grande credibilità- ha dichiarato Greco- ma se richiede meno soldi a Sorgenia ci farebbe una cortesia. Questa attuale è l’amministrazione che si sta attivando per la delocalizzazione del depuratore. Abbiamo modificato il progetto ed imposto alla ditta tale modifica per svuotarlo”.
Insomma, una situazione più chiara dopo la conferenza. Ora, prima di avviare nuove polemiche, meglio stare a vedere cosa deciderà la Regione.
Maria Ciarlitto






