TERMOLI. Incuranti del documento di protesta inviato poche ore prima dagli operatori turistici associati in quasi tutte le organizzazioni di categoria, l’amministrazione comunale di Termoli addobba la sala consiliare e accoglie chiunque non si sentisse partecipe di quella forma di ammutinamento e di estraniazione esasperata sino alla diserzione della cerimonia di consegna della bandiera blu 2009.
Un’assenza, quella dei balneatori (solo in tre hanno ritirato l’ambito vessillo) certificata dalla breve funzione protocollare corredata dall’immancabile foto ufficiale, che in poco più di cinque minuti ha visto esaurire le dazioni.
Nemmeno la presenza dei vertici italiani della Fee, la fondazione internazionale che sovrintende e organizza questo ‘ecolabel’ ha fatto dissuadere i rivoltosi.
Con quasi tre quarti d’ora di ritardo sulla scaletta, per l’attesa dell’arrivo del Segretario generale Claudio P. Mazza, accompagnata dalla dottoressa Carla Creo, la conferenza stampa ha visto le varie anime dell’amministrazione di centrosinistra passare in rassegna compiti, adempimenti e obiettivi, in un rapido e interessante excursus moderato con garbo e cordialità dalla efficiente componente la struttura municipale, la dottoressa Norma Peruzzini.
Un conciliabolo quasi infinito, quello in cui i segmenti della macchina burocratica e politica hanno plasmato insieme agli imprenditori del settore, alcuni dei quali pur presenti, hanno successivamente abbandonato l’aula di via Sannitica senza partecipare e ritirare il simbolo della cultura dell’accoglienza costiera.
Oltre alla Peruzzini, vera deus ex machina nell’occasione, sono stati della partita il vice sindaco Francesco Caruso, che in chiusura dei saluti istituzionali ha voluto solo sottolineare l’epocalità di talune sfide lanciate da giunta e maggioranza, come quello per la raccolta differenziata, parametro in netto miglioramento rispetto ai criteri del 2008, l’assessore all’Ambiente Emanuela Lattanzi, che ha evidenziato il bisogno che anche gli stessi operatori facciano sacrifici per rimpinguare la bontà dell’immagine turistica di Termoli, la collega al Turismo Serena Biondi, impegnata a impegnarsi nel risolvere i punti critici contenuti nella scheda di valutazione territoriale compilata dalla Fee e, in avvio, del presidente della sesta commissione Luigi Leone, lungo il suo elenco di provvedimenti licenziati in materia ambientale.
A colpire, positivamente, è proprio la Peruzzini, che dall’interno del procedimento amministrativo, vive, giorno per giorno, la formazione del dossier che porta la Fee ad attribuire o meno la bandiera blu, premio che si basa sulla trasversalità, sul lavoro d’insieme e sul gioco di squadra.
Pochi, davvero pochi, coloro che hanno ritirato lo stendardo, più rappresentanti istituzionali che del privato.
L’incontro si è chiuso, prima della consegna, con gli interventi della Creo e di Mazza, con quest’ultimo che ha auspicato come da Termoli possano sensibilizzarsi anche gli altri tre comuni costieri molisani (Petacciato, Campomarino e Montenero di Bisaccia), asserendo, inoltre, come ormai, rispetto al passato, l’integrazione tra turismo e ambiente sia avvenuta per la gran parte, e la prima a elogiare proprio la Peruzzini.
In platea, oltre ai giornalisti, una delegazione della Capitaneria di Porto, il cui comandante, Antonio Sartorato, ha rivolto un buona estate a tutti, promettendo di fare da sentinella sulla spiaggia e in mare, un buon numero di consiglieri di maggioranza – complice la convocazione di una commissione, proprio la sesta, guarda caso, di lì a pochi minuti, e di dipendenti delle amministrazioni comunale e regionale.
I pochi titolari di strutture turistiche presenti hanno stigmatizzato il comportamento dei loro pari, smontando cinque settimi dei capi d’accusa su cui è stato enucleato il documento di comunica inviato ieri sera, tre quelli che hanno avuto la bandiera blu 2009, di cui uno in doppia rappresentanza, del lido ‘La Lampara’ e del Sib Molise.
Simpatica e curiosa la presenza del consigliere comunale di maggioranza Francesco Catterino, in ballo come esponente degli Armatori, mentre la cornice di grazia era quella delle ragazze e studentesse del Boccardi, guidate dalla docente Maria Vittoria Pizzi.





