martedì 10 Febbraio 2026
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Decennale: la famiglia ricorda la figura del compianto Arturo Cianciosi

CAMPOMARINO. Un decennio senza la sua figura, i suoi ricordi, il suo carisma, la sua personalità e quei tratti distintivi, di umanità e comprensione, di rettitudine e di orgoglio misto a grande dignità. E’ questo il duro lasso di tempo che la famiglia Cianciosi di Campomarino, tre figli e una moglie, hanno dovuto trascorrere privi dell’affetto e della presenza del loro caro Arturo. 

“Era il 18 giugno del 1999, ricordano i familiari una giornata meravigliosa, tranne che per la nostra famiglia, poiché a 77 anni un ictus portò via nostro padre per sempre, ma non la memoria dei valori che ci ha trasmesso e il ricordo delle sue gesta”. Già responsabilizzato ben presto per la prematura scomparsa della madre, con numerosi fratelli e sorelle divisi solo da qualche incollatura anagrafica, Arturo Cianciosi nella sua vita ha vissuto lo sbarco in Sicilia, nella seconda guerra mondiale, dove divenne prigioniero appena giunto nell’isola e di lì cominciò a risalire lo stivale per ritornare a Palata, dove da mezzadro riuscì a cominciare una scalata che lo portò alla fine degli anni cinquanta a trasferirsi a Campomarino, non prima di aver conseguito nel suo bagaglio di esperienza anche l’incarico di amministratore comunale, dopo aver acquistato una piccola proprietà, si distinse per i metodi innovativi con cui seppe interpretare l’impresa agricola, meccanizzandone i processi e avviando quello sviluppo legato alla vitivinicoltura, che dopo le dispendiose trasferte per conferire l’uva alla cantina sociale di Tappino, portò alla creazione della cantina cooperativa di Nuova Cliternia. Da sempre cuore incontrastato del ceto primario, Madonna Grande, dette impulso a tutta la zona, precursore del boom legato alla produzione del vino imbottigliato che da Di Majo Norante in poi, dagli anni ottanta e più ancora in quest’ultimo decennio, quasi un lascito ideale testamentario, ha vissuto un percorso di crescita senza precedenti.

Un cammino che ha portato sempre Arturo Cianciosi a rivestire il ruolo di autentico punto di riferimento della comunità locale e promotore di alcune tra le più interessanti iniziative di riscossa socio-economica, come le varie cooperative che sorsero nel territorio, anche oltre Campomarino, per valorizzare e mettere in filiera il rilevante patrimonio orto-frutticolo dell’area costiera e trans litoranea. Equilibrio e grandi capacità di relazionarsi con la gente, instancabile lavoratore e in possesso di qualità umane non disconoscibili, di Arturo Cianciosi la memoria riporta anche alle battaglie animate nella Coldiretti, con il traguardo della riforma agraria e dell’assegnazione dei poderi ai contadini.

Risparmio e non ostentazione, oculatezza nella gestione del menage domestico e di quello imprenditoriale, predicando sempre verso la prole e non solo il credo della fatica e del sudore e dell’importanza dello studio come primo fattore di emancipazione di accreditamento nella società. Per queste ragioni e per tutti coloro che gli hanno voluto bene negli anni, dai suoi natali del 24 luglio 1922, questa sera, alle 19, don Nicolino Pietrantonio celebrerà una messa in suo suffragio, dove i famigliari, gli amici e chiunque ne volesse ancor oggi onorare la figura, potrà farlo partecipando alla funzione religiosa che avrà luogo nella chiesa di Madonna Grande. Uno spaccato di quell’Italia pionieristica che non c’è più e, che, magari, sarebbe meglio riscoprire, proprio attraverso profili e rammenti di uomini che, nel loro piccolo e nemmeno così tale, hanno saputo convertire un territorio creando premesse per quell’agiatezza che dagli anni settanta ha cominciato a permeare il tessuto socio-economico e familiare. 

emanuelebracone@termolionline.it