giovedì 12 Febbraio 2026
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Degrado e desolazione. III corso ridotto ad una periferia nel centro

TERMOLI. “E’ una vergogna, questo non è il III corso di Termoli ma la strada degli escrementi!”.
Una frase singolare, resa da una esercente di via Vittorio Emanuele III ed appoggiata appieno dagli altri commercianti, nonché dai residenti della strada in questione. Come mai il corso principale della cittadina adriatica pullula di gente, il secondo è abbastanza trafficato ed il terzo, invece, è desolato? Si tratta di mentalità della gente oppure c’è dell’altro?

Il dubbio, infatti, sorge spontaneo, visto che quello che più comunemente viene definito come il III corso è sempre deserto, nonostante le varie attività commerciali ubicate nella zona. “Siamo abbandonati da tutti- ha commentato il titolare di una pizzeria- e le nostre tasche ne risentono. Gli unici ‘passanti’ qui sono i cani, che lasciano i loro ‘ricordini’, i piccioni e la spazzatura!”.

Sono inviperiti, delusi, incavolati neri in corso Vittorio Emanuele. Soprattutto, anzi unicamente, con l’amministrazione comunale di Termoli. “Non capiamo perché in questa strada non autorizzano il parcheggio- ha dichiarato la titolare di un panificio- lo permettono solo ai residenti, chissà perché! Danno importanza solo a loro, mentre di noi commercianti non gli importa nulla, non ci aiutano in alcun modo! Di spazzatura c’è né quanta ne vogliamo, di ‘traffico’ di gente e turisti poco o nulla. Io personalmente aspetto di parlare con Greco dal 13 giugno scorso, ma non è ancora possibile incontrarsi, è troppo impegnato il sindaco!”.

“Per rendersi conto di come va in zona- ha continuato la collega- basta fare una passeggiata e guardarsi in giro. Non ci vuole tanto per rendersi conto della situazione negativa. Eppure credo che, come gli altri esercenti del centro, anche noi abbiamo diritto agli stessi trattamenti ma da tempo oramai si fanno due pesi e due misure! E’ un’indecenza sia la situazione in cui ci troviamo che lo stato in cui verte la strada!”.

Ma non è tutto. Proprio lo scorso giorno, infatti, un ragazzo è stato multato per aver ‘parcheggiato’ il proprio scooter davanti la finestra della propria abitazione. Stessa sorte è toccata ad una bicicletta poggiata a ridosso di un muro. “38 euro di multa per quello che loro chiamano un parcheggio- ha confessato una negoziante del III corso- ma è possibile?”. Già. Perché il parcheggio è consentito solo ai residenti provvisti del tagliando ‘autorizzante’.
Le lamentele e la rabbia si fanno sentire da tempo, quindi, in via Vittorio Emanuele III, eppure dai piani ‘alti’ si continua a fare il gioco delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo.

Maria Ciarlitto