TERMOLI. Una giornata intera votata alle accuse e negligenze dell’amministrazione comunale di Termoli. Dopo la Bandiera Nera affibbiata alla cittadina adriatica da Legambiente e, quindi, dopo il dossier ‘Mare Monstrum 2009’, le associazioni di categoria quali Confesercenti e Confcommercio hanno tenuto una conferenza stampa per argomentare ed evidenziare i problemi ed i ‘disastri’ compiuti dall’attuale amministrazione.
Una platea numerosa di esercenti, così, ha ascoltato e dibattuto le riflessioni e gli spunti introdotti da Giuseppe Montesanto della Confcommercio, Anna Vaccaro presidente di Federalberghi, Giorgio Sprocatti, rappresentante dei ristoratori, Pietro D’Andrea della Fiba Confesercenti e Nicola Aprile, presidente Sib. “Il sindaco non può dire sempre che non centra nulla con le varie situazioni- ha esordito Montesanto- perché se voleva poteva intervenire su ogni cosa e lavorare con noi!”. “Noi facciamo impresa- ha continuato la responsabile di Federalberghi- e le istituzioni non sono a favore dell’impresa. Qui non ci sono colori politici. Noi produciamo posti di lavoro!”.
La Vaccaro ha poi dichiarato di non riuscire ad avere un dialogo con le istituzioni, siano esse comune, provincia o regione. “C’è un danno d’immagine vergognoso- ha continuato- la crisi incombe e dopo quest’ultimo regalo dobbiamo trarre le conclusioni. Viviamo il disagio di un paese ormai all’abbandono”. A prendere poi la parola D’Andrea che ha esordito tacciando il discorso della Bandiera Nera. “Qui non bastano le conferenze stampa di Greco, Confcommercio e Confesercenti- ha dichiarato D’Andrea- vogliamo fare sapere che non ci stiamo più a questo piano di gestione di una città maltrattata, bistrattata, colpita nel turismo ed in tutte le attività trasversali!”.
E via giù, in maniera forse anche pesante, con le accuse all’attuale gestione della città per poi puntare il dito anche contro l’assessore Biondi. “Noi non conosciamo neppure il nostro assessore al turismo- ha rimarcato la Vaccaro- eppure Termoli è una città a vocazione turistica!”. Quel che le associazioni di categoria chiedono, è un minimo di collaborazione e di riconoscenza per lo sforzo che i commercianti fanno e non un colpo ‘basso’ quale le trasformazioni nei parcheggi, la paventata chiusura di corso Nazionale, la rimozione di fioriere ed addobbi vari.
“Vorrei che Greco rispondesse, a livello nazionale, agli attacchi di Legambiente, magari anche parlando degli intrallazzi di questa con Sorgenia, se veritieri- ha confessato Pietro D’Andrea- insomma vorrei che facesse qualcosa per far sapere a tutti che Termoli ha la Bandiera Nera perché non è stata gestita bene. Non chiedo le dimissioni, ma una riflessione politica da entrambe le parti, destra e sinistra”. Il presidente del Sib, invece, è arrivato ad una conclusione. “Tutti gli accadimenti sono riconducibili ad un problema- ha affermato Aprile- ossia alla mancanza di una comunione d’intenti fra operatori turistici e comune”.
I rappresentanti di categoria poi si sono lamentati delle gestioni demaniali concesse alle strutture ricettive soltanto il 15 giugno. “E’ normale una cosa del genere- ha incalzato la presidente di Federalberghi- quando la stagione estiva è già iniziata?”. Per la prima volta, insomma, gli operatori turistici si sono tutti riuniti a Termoli per una giusta causa che riguarda tutti. Le lamentele hanno spaziato un po’ in diversi campi, naturalmente attinenti al turismo. Si è parlato della differenziata, il cui ritiro dell’umido doveva essere incrementato a partire da metà giugno per le utenze commerciali ma che così non è stato, della Consulta del Turismo, nata soltanto ‘sulla carta’ e di tanti altri servizi che chi governa, o chi per esso, aveva garantito ai commercianti.
Attese disattese, insomma. Secondo tutti si è arrivati praticamente alla frutta. Peccato che nessuno del comune, invitato alla conferenza in via Cile, ne abbia preso parte. Di conseguenza, ancora una volta, le associazioni di categoria invitano sindaco e giunta ad una riunione per parlare dei vari problemi ed a congelare, nel frattempo, tutte le iniziative intraprese. Una riunione che dovrà svolgersi a stretto giro, ovvero entro tre giorni, altrimenti tutti sono pronti a fare guerra.
Gli operatori turistici, infatti, ed i loro rappresentanti sfileranno altrimenti con enormi Bandiere Nere, chiudendo le proprie attività e lo stesso corso Nazionale. “Lo faremo diventare davvero un caso nazionale- hanno affermato tutti- e chiunque, nel mondo, parlerà di questa storia. Ora basta!”.
Insomma, è proprio il caso di dirlo, si sta in balia delle onde.
Maria Ciarlitto






