TERMOLI. Se le buone non sortiscono l’effetto sperato, si passa alle maniere forti.
I consiglieri comunali dell’opposizione, pertanto, hanno invitato e diffidato il comune di Termoli nella persona del sindaco, a provvedere all’immediata revoca e/ o annullamento d’ufficio in autotutela della deliberazione 144/ 2009 ed a prevedere una diversa destinazione della biblioteca comunale ‘G. Perrotta’ che, stando alle decisioni prese dall’amministrazione comunale, dovrebbe essere trasferita nei locali delle scuole ‘Oddo Bernacchia’ e ‘Principe di Piemonte’ di Termoli.
La storia di questo trasferimento, infatti, è stata recensita dall’intera stampa locale nelle scorse settimane ed ha fatto imbestialire tutti i genitori dei bambini che frequentano questi due istituti scolastici, dirigenti compresi. Dopo l’ultimo incontro avvenuto nella Sala Giunta del comune fra genitori e consiglieri comunali tutti, in realtà sono stati presenti solo alcuni dell’opposizione visto che altri avevano impegni improrogabili, è emerso chiaro e tondo, per l’ennesima volta, il secco rifiuto dei genitori di cedere alcuni locali per la biblioteca che, quindi, li dovrebbe sottrarre ai loro figli.
I consiglieri dell’opposizione hanno capito le problematiche cui bambini, genitori ed insegnanti potrebbero dover affrontare con il trasferimento della biblioteca e preso le difese di questi. Con la deliberazione 144 del 2009, infatti, l’amministrazione comunale ha stabilito questo trasferimento nella parte del piano terra delle due scuole, dopo un sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco i quali hanno poi dichiarato temporaneamente interdetto l’uso dell’immobile di via Saverio Cannarsa, angolo via XX Settembre, fino alla rimozione delle cause di parziale degrado strutturale.
Non solo. La stessa delibera cita un consenso al trasferimento della biblioteca anche da parte dei due dirigenti scolastici, in seguito ad un incontro nella mattinata del 21 aprile con il sindaco, il direttore generale, il dirigente del settore ai lavori pubblici ed il dirigente dell’ufficio cultura. Cosa smentita dall’opposizione comunale e dallo stesso dirigente scolastico del primo circolo che, facendo un passo indietro e con missiva datata 9 giugno 2009 inviata al primo cittadino, ha invitato l’amministrazione a voler riconsiderare il trasferimento in ragione delle sedute del consiglio di Circolo del 27 maggio e 3 giugno, nel corso dei quali è emersa l’impossibilità logistica di rinunciare anche ad una sola aula della struttura scolastica.
Ed ancora. “Il comune ha revocato anche la precedente ordinanza di sgombero dell’immobile di via Saverio Cannarsa- hanno incalzato dalla minoranza- ed adottato una delibera illegittima che viola l’articolo 8, comma 7 che sostiene che il vincolo di destinazione degli immobili di proprietà pubblica ad uso scolastico permane anche nel caso in cui essi siano idonei a soddisfare esigenze di un ente locale territoriale diverso da quello proprietario”.
Ma non è tutto. Qualora ne siano venute meno le motivazioni, il vincolo di destinazione scolastica di un edificio può essere revocato dall’ente proprietario d’intesa con l’ente territorialmente competente per gli altri ordini di scuola e con il provveditore agli studi. Ma in questo caso, è mancato sia l’assenso dell’amministrazione scolastica sia l’avvio, da parte del comune, di una conferenza di servizi per l’acquisizione di intese, nullaosta od assensi.
Giurisprudenza a parte, ma importantissima, come la mettiamo poi con i bambini disabili le cui aule ubicate al piano terra diverrebbero delle aule di biblioteca? Faranno lezione negli sgabuzzini come ha ipotizzato qualche mamma preoccupata per il proprio figlio? “Il trasferimento al piano terra della Bernacchia e nelle aule dalla 4 alla 7 della Principe di Piemonte- hanno continuato i consiglieri della minoranza- comporta l’assoluta carenza di uscite di sicurezza nel caso di incendio o di calamità naturali. Il ragazzo diversamente abile, inoltre, necessita di frequentare le lezioni scolastiche all’interno di un’aula al piano terra in ragione delle norme per il superamento delle barriere architettoniche”.
Sono queste le molteplici e valide ragioni che, a distanza di settimane, di lamentele e proteste, hanno spinto i consiglieri dell’opposizione a diffidare il primo cittadino di Termoli e ad invitarlo a revocare quanto deliberato, pena l’avvio di tutte le iniziative giudiziarie previste ex lege.
Maria Ciarlitto





