venerdì 13 Febbraio 2026
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Truccate, sfacciate, ribelli e violente. L’inchiesta sociale tra i termolesi

TERMOLI. Truccate, sfacciate, ribelli, in alcuni casi leggere e violente. Alcune ragazzine sono così ai tempi d’oggi, fortunatamente non tutte, c’è sempre chi si distingue.

Ma chissà cosa scatta nella testa di alcune, quando decidono di indossare le vesti da bulle.
La violenza perpetrata da alcune ragazze su una loro compagna presso lo Ials di Colli Aniene, un’area urbana del V Municipio del comune di Roma, compresa fra via Tiburtina ed il tratto dell’autostrada A24, ci riporta ad una realtà che molti insegnanti e gli stessi genitori vorrebbero rinnegare.

Quando succedono questi fatti si minimizza, si cerca di prendere dei provvedimenti, si riempiono pagine di giornali, si fanno interviste a tutori dell’ordine, ad esperti del settore; si cercano le motivazioni, i perché. I giorni passano e la notizia dapprima si affievolisce fino a scomparire del tutto per poi riemergere alla prossima occasione.

Il bullismo rosa è un fenomeno nuovo e molto preoccupante. Oramai si stima che nei casi di bullismo, il 20% è perpetrato da ‘piccole donne’ che per sentirsi adulte, fanno ‘branco’ e se la prendono con la più debole del gruppo. E’ diffuso sin dalle elementari e non esplode nella maniera più eclatante perchè la presenza delle insegnanti in classe è costante. Non potendo utilizzare le mani, usano il bullismo verbale che può comunque annientare la vittima che è così impaurita che difficilmente ne parlerà con gli stessi insegnanti o a casa con i genitori o a confidarsi con qualche amica.

Dall’altra parte, invece, i genitori delle ‘bulle’ che vengono a conoscenza dei comportamenti violenti, cadono dalle nuvole, dichiarano che a casa le figlie sono delle angiolette, nel peggiore dei casi le giustificano, riversando le colpe sugli insegnanti. A Termoli, invece, cosa succede?

“Non ho mai sentito parlare in città di bullismo femminile- ha dichiarato una signora, madre di due ragazze- fortunatamente le mie figlie non hanno mai avuto problemi ed anche le loro amiche sono brave persone. Però capisco che queste cose succedono davvero e questi episodi vanno affrontati. Da mamma non farei finta di nulla, anche se fosse mia figlia la colpevole. Con i figli è molto importante il dialogo. Se manca quello, se viene a mancare il confronto pacifico può succedere di tutto”.

Ma non è facile ammettere le colpe dei propri pargoli ed i genitori lo sanno benissimo.

“Ognuno di noi dovrebbe fare un esame di coscienza- ha commentato un’altra signora, madre di Eliana, 15 anni- chiedersi in cosa ha mancato, dove è stata disattenta, collaborare con gli insegnanti che molto spesso vengono emarginati in ruoli di dispensatori di spiegazioni e di voti ed invece, passando più tempo di noi con i nostri figli, possono cogliere qualsiasi sfumatura e cercare di prevenire comportamenti che se colti in tempo, possono evitare avvenimenti furiosi”.

Se il bullismo viene perpetrato sotto forma di estorsione non bisogna chiedersi ‘mia figlia ha tutto quello che mi chiede, ha persino il blackberry. Che bisogno aveva di farsi dare il cellulare da cinquanta euro della compagna di banco?’. Non sarà proprio questo dare tutto che alla fine si pretende l’impossibile e si vuole sempre di più?

“Noi generazioni di quarantenni- ha continuato Angelica, la mamma delle due ragazze- noi figlie del grande boom economico degli anni sessanta, abbiamo comunque sempre avuto un desiderio da realizzare. E’ il desiderio di conquista che ci rende migliori, ci fa combattere per un obiettivo positivo. Forse, però, dovremmo educare meglio i nostri figli, imparare loro che non possono avere tutto e, soprattutto, tutto e subito”.

Il bullismo rosa non ha ancora attecchito a Termoli, o perlomeno non si conoscono casi del genere. Ma bisogna stare sempre in guardia, perché le vittime non raccontano nulla e le bullette a casa si travestono da perfetti angioletti.

Maria Ciarlitto