TERMOLI. Una figura controversa. Temuta, in qualche caso odiata ma per alcuni insostituibile. Questi i sentimenti che ruotano attorno all’universo- badante, un fenomeno sociale ormai in voga, forse troppo, nel nostro Paese.
Una figura che, discriminata da un lato, porta conforto e sostegno dall’altro a tutte quelle persone anziane, non autosufficienti o comunque bisognose di avere un punto di riferimento, quando la famiglia, per svariati motivi, non può fungere da ‘perno’. A 48 ore dall’approvazione del pacchetto sicurezza, nella maggioranza di Governo è scoppiato il caso della regolarizzazione di colf e badanti. A sollevarlo Carlo Giovanardi, il sottosegretario con delega alla famiglia, che ha chiesto al premier ‘di mettere all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d’urgenza, come quello che funzionò benissimo nel secondo governo Berlusconi’. Si tratta, insomma, di regolarizzare gli extracomunitari che sono in Italia senza un permesso di soggiorno, ma con un rapporto di lavoro in corso.
Anche Termoli, così come il resto della penisola italiana, è ‘abitata’ da tante straniere, perlopiù ragazze dell’est, che svolgono la funzione di badante. E, a quanto pare, i cittadini ringraziano per l’esistenza di queste figure, indispensabili in alcune case. “Mia madre è molto anziana- ha dichiarato un dottore termolese- e dal momento che io e mia moglie e la famiglia di mio fratello siamo impegnati con il lavoro, l’unica soluzione per aiutare mia madre, è stata quella di trovare una badante che potesse prepararle da mangiare, pulirle casa, lavarla, farle compagnia quando noi non ci siamo. Le badanti, le colf sono una risorsa per l’Italia. Ed è giusto che la loro ‘professione’ sia riconosciuta e regolarizzata. Chi starebbe in una casa con un anziano non autosufficiente per mesi e mesi, o anni, 24 ore su 24? Credo nessuno!”.
Sono in molti a pensarla così a Termoli, anche se qualcuno, pur di pagare queste persone straniere con quattro soldi, farebbe volentieri a meno della regolarizzazione e del contratto. “E sì, così le arricchiamo!- ha dichiarato una signora- ci sono tanti italiani che lavorano in nero, perché non far lavorare anche loro a queste condizioni? Staranno anche intere giornate dietro agli anziani, ma alcune che conosco io fanno anche la bella vita. Lasciano gli anziani a dormire ed escono di casa. Ed allora perché regolarizzarle, farle un contratto? No, io non sono d’accordo. Tanto queste ragazze vengono qui a sfruttarci, per fare altro”.
Di singoli casi, tuttavia, non se ne può fare un fascio intero e se queste straniere si rendono protagoniste di episodi ‘negativi’, è anche vero che contribuiscono molto alla tranquillità familiare. Quando una figlia, un nipote, un familiare non può occuparsi dei suoi cari e contatta una badante, infatti, queste si ‘sostituiscono’ al familiare in tutto e per tutto.
Ed un lavoro di 24 ore su 24, forse, meriterebbe uno stipendio ed un contratto adeguati per il totale delle ore di lavoro effettive.
Maria Ciarlitto





