venerdì 13 Febbraio 2026
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In aula l’Udeur sconfessa Leone e affossa la mozione dell’opposizione

TERMOLI. Trenta, 35 minuti di ritardo sulla tabella di marcia, la seconda convocazione del consiglio comunale accorcia lungaggini, argomenti e consiglieri presenti. Al tintinnio della campanella suonata dal presidente Giuseppe Rocchia, meno la maggioranza, più giunta e opposizione sono quasi dimezzati nella loro composizione. In avvio, la discussione è stata animata sulla mozione che vede primo firmatario il consigliere Alberto Montano, sull’avviso di rimozione per le fioriere, le panchine e i vasi.

In serie, lo stesso presentatore, Antonio Di Brino, Fernanda De Guglielmo, Ennio De Felice, Bruno Verini hanno criticato merito e metodo dell’azione cogente con cui l’amministrazione comunale ha intimato a chi occupava fuori norma il suolo pubblico di riparare e liberare pavimentazioni e asfalti. In particolare, De Felice ha insistito sul valore mancato della concertazione e dei riflessi negativi sulla stagione turistica, dove gli operatori parrebbero i bersagli preferiti su cui sparare dalle torrette di via Sannitica, 5. L’esponente di An, inoltre, dall’alto della sua esperienza tricologica ha contestato la scelta dei parcheggi a pettine, talmente poco fruibili da indurre più di un automobilista a pensare di vendere auto più grosse. A tutto questo risponde l’assessore al Patrimonio Pino Marino, che evidenzia come l’unica attività in regola per l’apposizione di quegli arredi urbani era la trattoria di proprietà del vice sindaco, in via Roma, una puntualizzazione accolta con qualche mugugno dai banchi del centrodestra. Allontanatosi, per dirigersi nella sede di svolgimento della conferenza stampa sulla Notte bianca dello Sport, l’assessore competente alla Viabilità Francesco Caruso, Marino replica anche sul piano della sosta.

Passando al voto, solo cinque i sì in aula, con gli intervenuti (meno la De Guglielmo, sfilatasi in corridoio per approfondire telefonicamente il passaggio delle multe sulle fioriere) e in aggiunta Francesco Roberti, e tre le astensioni di Simone Coscia, Antonio Paparella e Michele Colella. Facile gioco per il centrosinistra rigettare la mozione. Sempre Montano agita in aula lo spettro dei box ittici sotto le mura del Borgo antico. Un’ampia illustrazione, in cui l’ex sindaco addita una responsabilità ampia e articolata, precisa e diretta dell’amministrazione comunale. Requisitoria che vede come baluardo difensivo il capogruppo Udeur Antonio Giuditta, che sottolinea come la questione sia in via di risoluzione, tanto da chiedere il ritiro della proposta, anche per mozione d’ordine, iniziativa subito contrastata dalla minoranza. A rimbrottare lui e per il precedente intervento l’assessore Marino, tanto da minacciare la presentazione di un esposto per l’occupazione permanente del suolo pubblico con i contenitori della differenziata.

Altri rilievi sono i ritardi nell’abbattimento del viadotto Foce dell’Angelo e il non decollo del piano degli impianti pubblicitari, ormai fioriti dappertutto tranne che nella prescrizione di sistemare paline e pensiline per gli autobus. I fuori onda cominciano a diffondersi, con Salvatore Di Francia nel ruolo di speaker. Per Roberti, Giuditta farebbe bene ad acquisire esperienza amministrativa, politica e istituzionale, oppure dedicarsi al suo hobby prediletto, il calcetto. Il battibecco tra Roberti e Di Francia si trasferisce in corridoio, con scambi dialettici con toni piuttosto alti, mentre in aula il filo è ripreso da Verini.

Gli fanno da contraltare Marcello Antonarelli ed Ettore Silverio, per i quali al di là dell’impegno del Comune, una vera e propria campagna denigratoria sarebbe stata messa in atto per delegittimare l’istituzione politica massima cittadina. La critica sferzante del presidente della terza commissione si rivolge anche agli operatori, il cui bramare turismo non collimerebbe con le virtù e i comportamenti quotidiani, con una sviolinata agli ottimi ristoratori la cui arte culinaria sarebbe la sola a far reggere a galla il settore dell’accoglienza. Più generalizzata, i rilievi sono quelli verso una città immobile, che solo a parole vorrebbe cambiare il mondo. Una lettura che per il capogruppo dell’Alleanza di centro Giuseppe Spezzano significherebbe una lezione di democrazia, da Silverio e dalla sua parte politica non ricevibile, tanto da ribaltare le accuse alla totale chiusura al dialogo della maggioranza.

La dichiarazione di voto di Giuditta potrebbe chiudere anche la discussione, ma il riferimento al nucleare appiccicato addosso al centrodestra, in chiaroscuro rispetto al libro dei sogni, fa scatenare la verve politico-polemica del capogruppo azzurro. Una rassegna di tutte le pecche che contraddistinguerebbero la legislatura sin qui trascorsa, a cui si accoda il promotore di un’analoga interpellanza, Simone Coscia, che ha ribadito l’importanza del merito. Nel voto, tranne Colella, Paparella e Coscia, oltre ai sette dell’opposizione viene graniticamente bocciata dagli altri dodici presenti della maggioranza (compresi Rocchia e Greco).

E così, mentre Di Brino sperava che dagli scranni opposti ci si trasformasse nei tacchini consenzienti nell’anticipare il Natale e la loro fine, figura allegorica che auspicherebbe la caduta dell’amministrazione, da quei banchi la speranza è stata infranta, con il contributo decisivo dell’Udeur, che non ha seguito le indicazioni e le richieste di Luigi Leone. Infine, la crociata di Montano contro Rocco Giacintucci, due interpellanze a cui l’amministrazione, per voce del presidente del consiglio comunale Giuseppe Rocchia, ha ribattuto punto su punto, sull’assegnazione di gradi ad agenti di polizia municipale e la presenza assidua dello stesso sulle auto di servizio. In entrambe le circostanze, Montano di è riservato di dichiararsi soddisfatto o meno all’acquisizione della risposta ufficiale del Comune. L’attenzione di tutti, adesso, è verso il rendiconto consuntivo 2008.

emanuelebracone@termolionline.it