martedì 10 Febbraio 2026
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Porfido e Cavaliere presentano la campagna bieticolo-saccarifera

TERMOLI. Il maltempo e, quindi, i conseguenti problemi nella raccolta delle barbabietole da zucchero sono la causa del posticipo dell’inizio della campagna estiva dello Zuccherificio del Molise che, pertanto, sarà avviata soltanto la prossima settimana.

Questa mattina, infatti, il presidente ed avvocato Domenico Porfido, l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Cavaliere ed altri fra i quali il consigliere La Palombara, il direttore generale e l’amministratore agricolo hanno tenuto una conferenza stampa di presentazione della nuova campagna. “Quest’anno abbiamo acceso un solo forno- ha esordito Porfido- perché temevamo le intemperanze del tempo. Volevamo far coincidere la conferenza stampa con la raccolta vera e propria della barbabietola da zucchero, ma questa è una finta partenza perché solo sabato abbiamo deciso di ritardare la ricezione della barbabietola a causa del nubifragio fra Molise e Puglia”.

L’allagamento dei terreni, infatti, non ha permesso di accedere ai campi ma ora si aspetta solo la prossima settimana per cominciare la campagna estiva 2009. La Regione Molise, come ha spiegato nel suo intervento l’assessore Cavaliere, ha deciso di impegnarsi seriamente in una sorta di ‘alleanza’ con lo Zuccherificio anche negli anni a venire, già a partire dalla prossima campagna. Giovedì, ad esempio, ci sarà anche un incontro con il consigliere La Palombara per vedere le sinergie da attivare per il prossimo anno e dare risposte concrete dal punto di vista del prezzo.

“Nella rimodulazione del Psr- è intervenuto Cavaliere- abbiamo messo su una misura per il settore bieticolo- saccarifero e corretto qualche tiro ed entro il 15 invieremo la parte definitiva della rimodulazione alla Commissione Europea. Giovedì scorso al Ministero, poi, si è definita tutta la rimodulazione dell’articolo 68. Tutte le regioni hanno approvato uno schema e, per quanto riguarda il settore bieticolo- saccarifero, siamo rimasti con la somma del Ministero pari a 14 milioni di euro”.

Nelle varie trattative, inoltre, la regione ha deciso di andare avanti e quindi, come ha spiegato Cavaliere, saranno posti in essere tutti i percorsi che possono consentire di arrivare a prezzi agevoli. “Non possiamo abbandonare la coltura della barbabietola- ha continuato- altrimenti si andrebbe ad impoverire un territorio già povero. Pertanto, prima della pausa estiva, vogliamo trovare i prezzi adatti per i bieticoltori, per arrivare poi ad un prezzo adatto”.

I rapporti con gli assessori regionali di Abruzzo e Marche sono costanti e produttivi, mentre con la Puglia c’è un nuovo interlocutore col quale si spera di trovare subito un accordo per mettere in atto sinergie e trovare garanzie col territorio pugliese. Non solo. Si preme per arrivare a dei contratti pluriennali per assicurare un reddito aggiuntivo ai coltivatori che si impegnano a praticare la coltura della barbabietola. Quest’anno si è registrato un calo, poi, fra la superficie offerta e quella seminata, in particolar modo in Molise ed a Capitanata, a causa del periodo di semina. Tuttavia, per quanto riguarda la quantità di zucchero si potrà essere attendibili solo dopo i primi quindici giorni di attività. Più o meno, tuttavia, la resa dello Zuccherificio è pari all’80% dello zucchero che entra.

Come ha affermato Porfido, il mese cruciale per lo Zuccherificio è stato quello di maggio, quando uno studio dei tecnici dell’azienda ha portato a due direzioni, due tipologie di produzione, due linee di sviluppo dell’azienda. “Non possiamo abbandonare lo Zuccherificio- ha continuato il presidente- perché abbiamo un settore in piedi, un ufficio agricolo fortemente radicato sul territorio. Quindi sono stati avviati i primi studi e conclusi i primi contratti”.

Porfido, inoltre, si è lasciato sfuggire gli attuali tentativi di realizzare in loco un centro di ricerca delle biotecnologie. “Sarebbe il primo nel centro- Italia- ha dichiarato- con una possibilità di realizzare progetti a costi medio- bassi. La strada più immediata, realizzabile nell’arco di due anni, sarebbe la costruzione di un impianto cromatografico, un progetto che può partire su un prodotto quale l’acido lattico, altrimenti si potrebbe pensare ai Fos”.
Insomma, una strada non esclude l’altra dal momento che le prospettive sono diverse. Ed intanto tutti non aspettano altro che l’avvio estivo dell’attività, sperando poi in un futuro migliore, più sicuro e più ‘ricco’.

Maria Ciarlitto