TERMOLI. “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.” L’Associazione Casa dei diritti ricorda la strage di Capaci.
33 anni fa, il 23 maggio 1992, l’Italia intera si fermava in un silenzio assordante e carico di orrore. L’autostrada, all’altezza di Capaci, diventava teatro di una delle pagine più buie della storia italiana: la strage in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un attentato efferato, la risposta brutale di Cosa Nostra a un uomo di giustizia che aveva osato sfidarla a testa alta, senza paura… e svelarne le trame, portando alla luce verità scomode.
Quel giorno, la mafia non uccise solo uomini e donne dello Stato; tentò di estirpare la speranza, spegnere la sete di giustizia, incutere terrore e rassegnazione. Ma il suo intento fallì. Il sacrificio di Falcone, e pochi mesi dopo, il 19 luglio, quello del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta, divenne seme fertile. Dalle loro scomparse nacque una consapevolezza nuova, un’onda di indignazione e di impegno civile che ancora oggi anima la lotta contro ogni forma di criminalità organizzata.
Le mafie, in tutte le loro diverse declinazioni non sono, purtroppo, un fenomeno folkloristico o circoscritto a determinate aree geografiche. Sono organizzazioni complesse e mutevoli, capaci di insinuarsi nei tessuti economici, sociali e politici, corrodendo la legalità, opprimendo i cittadini e privando intere comunità di opportunità e futuro. Si nutrono di illegalità, sfruttamento, paura e omertà, cercando di soffocare la democrazia e di manipolare la vita delle persone per il proprio tornaconto.
Ma di fronte a questa minaccia pervasiva, la società civile non è rimasta inerte. Accanto all’instancabile lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, sono nate realtà, e movimenti che quotidianamente si schierano a difesa della legalità e dei diritti.
Tra queste, l’associazione La Casa dei Diritti emerge come un faro di impegno e resistenza e agisce con determinazione e costanza. Nata con l’obiettivo profondo di essere un presidio per i più vulnerabili, La Casa dei Diritti si schiera quotidianamente al fianco di chi è vittima di soprusi, abusi e ingiustizie, facendosi voce e scudo per i diritti negati. Il suo impegno si traduce in un’attività concreta, con supporto legale e psicologico, sportello di ascolto attivo al numero verde 800.661.501, sensibilizzazione e denuncia, ma soprattutto difesa dei diritti umani e civili. È l’esempio concreto di come un’azione apparentemente ‘’piccola’’, se guidata da persone e da principi solidi, oltre che da una profonda etica, possa generare un impatto significativo, accendendo luci di speranza dove le ombre delle ingiustizie e della criminalità cercano di oscurare il futuro.
Oggi, 33anni dopo Capaci, il messaggio di Giovanni Falcone risuona più forte che mai: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” La memoria della strage di Capaci e il sacrificio dei suoi protagonisti non sono un mero ricordo commemorativo, ma un monito costante e un appello all’azione. La lotta alle mafie è un dovere civico, un impegno quotidiano per costruire una società più giusta, libera e democratica. Il loro esempio e il loro ricordo continuano a guidare la missione di ognuno di noi. Noi non dimentichiamo.





