TERMOLI. Nel pomeriggio di ieri, presso l’Auditorium Comunale, in via Elba, si è svolto l’incontro Agorai dal titolo “Legge Basaglia legge. 180/78: 47 anni dopo. Riflessioni di ieri e di oggi”. La legge Basaglia, ufficialmente nota come Legge 180 del 13 maggio 1978, rappresenta un caposaldo nella storia della psichiatria italiana ed internazionale, segnando un vero è proprio cambiamento epocale per il trattamento delle persone con disturbi mentali. L’incontro che ha visto una massiccia partecipazione ha affrontato una problematica di estrema attualità presente nei tavoli di valutazione di tutta Italia e cioè l’apertura di strutture che in qualche modo evocano lo spettro dei manicomi, un gigantesco passo indietro. Tutto ciò crea allarme per le famiglie e le persone affette da patologie inerenti la salute mentale. Il problema desta forte preoccupazioni per il futuro prossimo, in una regione dove la sanità è commissariata già tempo e dove quotidianamente si assistono a tagli dei servizi, riduzioni delle spese e carenza di personale sanitario.
Il Molise, come è noto alla storia della medicina di questa regione, è stata tra le prime regioni italiane e nel nostro distretto del basso Molise, il dottor Angelo Malinconio già direttore regionale dipartimento della salute mentale, è stato uno dei pionieri nell’attuazione della legge con la l’istituzione e la gestione dei primi centri e strutture d’accoglienza sul territorio.
Come da programma, i lavori dell’incontro hanno avuto inizio con una affascinante performance artistica intitolato Gerico, a cura del Laboratorio di Teatro Permanente di Termoli. La partecipazione di attori e cantanti è stata molto apprezzata ricevendo diverse standing ovation. Il laboratorio è ospitato presso la parrocchia Sacro Cuore ed è aperto a tutti.
A seguire il direttore del Centro di Salute Mentale di Termoli, Alessandro Gentile ha aperto l’evento denominato Agorai, che si svolge contemporaneamente in tutta Italia il secondo lunedì del mese ed è aperto a tutti. Il presidente del Consiglio regionale del Molise, Quintino Pallante, ha portato il saluto delle Istituzioni e a termine della manifestazione ha raccolto i suggerimenti e le richieste presentate dalle varie associazioni presenti all’evento.
La responsabile Antonella Auciello dell’associazione famigliari “Incontrarsi”, insieme alle altre associazioni di Campobasso e Isernia, già da un anno hanno costituito una rete per evidenziare: “i punti che stiamo discutendo in Regione e che stiamo portando avanti tra questi sicuramente quello più importante è il budget di salute che è uno strumento che determina il cambiamento in materia di salute mentale per dare un aiuto concreto alle persone che hanno delle difficoltà e poi soprattutto perché c’è una tendenza al momento che è quella di tornare indietro, si parla in regione di aumentare i posti nelle strutture residenziali, cosa che noi come familiari e associazioni, non abbiamo chiesto non vogliamo, e su questo argomento siamo tutti uniti e la nostra idea di salute mentale è futura programmatica è investire sul paziente dargli una vita futura dignitosa non di certo di andare ad incrementare queste strutture residenziali per parcheggiare i malati non è questo che vogliamo ed è questa manifestazione è stata fatta soprattutto per questo”.
Tale richiesta ha trovato la condivisone del dott. Tommaso Gualano psichiatra e direttore facente funzione presso la strutta CSM (Centro di Salute Mentale) di Isernia, e ha aggiunto che per un corretto funzionamento del servizio andrebbero nominati, in tempi brevi, il direttore del servizio di salute mentale regionale d e i direttori del CSM di Campobasso e Isernia, perché la nomina comporta il potere gestionale del servizio.
Diversi gli operatori e familiari che sono intervenuti nel corso dell’incontro hanno sottolineato che la dignità della persona nella cura va sempre tutelata, così come il dopo di noi va affrontato.
Le problematiche dell’Autismo sono state affrontate da Carla Pasquarelli dell’associazione Angsa Molise soffermandosi che va posta una particolare attenzione alle persone affette da questa patologia e alle loro famiglie in particolare ai minori affetti da disturbo dello spettro autistico sottolineando che “ i pazienti sono persone” devono essere garantite loro le giuste cure, la dignità e soprattutto che necessitano di essere ascoltate e, da parte degli enti preposti, valutate attentamente le loro richieste.
A conclusione, il direttore del Csm di Termoli Alessandro Gentile, dopo aver gestito tutti gli interventi dell’Agorai e ha tracciato una sintesi sullo stato dell’arte: “oggi in tutta Italia, contrariamente a quanto fatto fin ad oggi il Molise, c’è un rischio di neo manicomializzazione, strutture sempre piu’ grandi , costruite per minimizzare i costi, senza badare alla qualità, senza badare alla qualità delle relazioni, alla qualità delle terapie, alla qualità dei contatti con i centri di salute menatele che sono la regia di tutta la salute mentale che giustamente è stata dipinta dalla legge 180 che oggi celebriamo il suo 47° anniversario. Oggi i familiari ci hanno voluto dire che dobbiamo fare di più, avremmo bisogno di più risorse”.
Le associazioni tutte hanno rivolto appelli per la sede del Centro di Salute Mentale di Isernia, per i ragazzi affetti da autismo, la sicurezza di continuare ad avere i servizi che in alcuni casi già usufruiscono i loro familiari presso i Csm ma soprattutto e tutti insieme si oppongono all’idea che la regione Molise, attraverso l’Azienda Sanitaria Regionale, realizzi altri posti letto presso strutte sanitarie per la salute mentale questo per loro significherebbe la riapertura dei manicomi.
Tra le associazioni intervenute 4 realtà sociali come: la “comunità il Noce” di Termoli, il “Centro Msna L’albero della Vita” minori stranieri non accompagnati di Petacciato, il Diurno “Chesensoha” del Csm di Termoli e il Centro Diurno per senza fissa dimora “La Città Invisibile” di Termoli, hanno presentato delle piantine grasse quali prodotti realizzati attraverso il progetto “L’Orto St’Orto”. Un progetto di orto comunitario, autofinanziato, che si propone di promuovere benessere e inclusione sociale, dove persone di diversa età, abilità ed esperienza si incontrano ogni giovedì all’orto presso la Comunità il Noce. Il ritrovarsi insieme per crescere ed apprendere tecniche di agricoltura e concetti sostenibilità, cura ambientale e rispetto dell’ecosistema e della ciclicità della natura. Un interessante iniziativa che oltre ad interessare diverse realtà associative e cittadini propone di condividere questo progetto di resilienza.
Giuseppe Alabastro









