TERMOLI. Orgoglio termolese nella lotta contro il tumore al pancreas. Pierluigi Di Chiaro, giovane ricercatore originario di Termoli, è tra i protagonisti della nuova frontiera scientifica nella cura di uno dei tumori più aggressivi. La sua scoperta ha suscitato molto clamore nel mondo scientifico, poiché pone le basi per lo sviluppo di nuovi trattamenti per l’adenocarcinoma pancreatico, una forma di tumore al pancreas che ad oggi non ha cure efficaci.
Questo tumore, molto diverso dal tumore neuroendocrino che ha colpito personaggi come Fedez, purtroppo presenta un tasso di sopravvivenza estremamente basso. A testimonianza della sua gravità, nel marzo 2025 si è spenta l’attrice Eleonora Giorgi, mentre in passato la malattia ha portato via anche Gianluca Vialli e Luciano Pavarotti.
“È come se stessimo combattendo contro molteplici avversari contemporaneamente – spiega Di Chiaro – Le diverse condizioni cellulari che si sviluppano in maniera dinamica all’interno dei carcinomi del pancreas richiedono strategie di trattamento combinate e mirate”. Il suo lavoro ha infatti permesso di tracciare un vero e proprio identikit delle cellule tumorali, identificando più tipologie con caratteristiche funzionali diverse. Un passo avanti che, grazie all’intelligenza artificiale, consente oggi di predire la composizione del tumore in ciascun paziente e guidare il medico nella scelta dei farmaci più efficaci.
Per questa scoperta, Di Chiaro ha ricevuto il VIII Premio per la Ricerca Oncologica dall’Associazione S.O.S. Solidarietà in Oncologia e Sociale, nel corso di una cerimonia al Consiglio Regionale della Lombardia. Un momento toccante, non solo per il valore scientifico, ma anche per il riconoscimento umano verso chi sceglie di dedicarsi con passione alla ricerca. “È una professione che è anche una vocazione”, ha sottolineato il consigliere regionale Giovanni Malanchini, “e sarebbe bello portare questi esempi nelle scuole per far capire il valore umano della medicina”.
Parallelamente, il Ministero della Salute ha riconosciuto l’importanza della ricerca istituendo le Pancreas Unit, centri multidisciplinari dedicati al tumore del pancreas. Si tratta di strutture altamente specializzate, coordinate secondo un modello “hub e spoke”, in cui gli interventi chirurgici più complessi vengono centralizzati nei centri ad alto volume, riducendo la mortalità e garantendo equità di accesso.
L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità delle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali, che ancora oggi costringono il 40% dei pazienti del Sud Italia a spostarsi al Nord per ricevere trattamenti adeguati. Le Pancreas Unit, sostenute da percorsi formativi e standard clinici rigorosi, rappresentano una svolta organizzativa per l’oncologia italiana.
A conferma dell’energia che sta animando il settore, lo scorso aprile si è tenuto a Padova il primo congresso I-Pcc (Italian Pancreatic Cancer Community), organizzato dall’Università e dall’Istituto VIMM. Oltre 100 ricercatori da tutta Italia – e non solo – si sono ritrovati a Palazzo Bo per condividere risultati, avviare collaborazioni e costruire una vera comunità nazionale della ricerca pancreatica.
Durante il congresso, la Fondazione organizzatrice ha assegnato quattro travel grant in memoria di Massimo Canonica e Laura Ziliani, due figure simboliche nel sostegno alla ricerca e alla sensibilizzazione. Tra i vincitori ancora una volta Pierluigi Di Chiaro, a conferma del riconoscimento del suo lavoro da parte della comunità scientifica italiana.
I cuori viola ideati da Laura Ziliani e distribuiti a tutti i presenti hanno chiuso con un momento di grande emozione una due giorni che, tra scienza e umanità, segna l’inizio di una nuova stagione di collaborazione per affrontare una delle sfide oncologiche più difficili del nostro tempo.
La storia e il percorso di Pierluigi Di Chiaro raccontano non solo il talento e la tenacia di un giovane ricercatore, ma anche l’importanza della rete, della formazione e della condivisione delle competenze. Un esempio concreto di come, partendo da una città come Termoli, si possa contribuire a cambiare la medicina e a offrire speranza a migliaia di pazienti in Italia e nel mondo.







