TERMOLI. Il Premio Termoli, gestito dalla Fondazione Macte dal 2020, ha aperto ufficialmente le porte alla sua 64° edizione, un evento che celebra la diversità e l’innovazione artistica contemporanea. La mostra, visitabile dal 30 maggio al 20 settembre 2025, riunisce le opere di 12 artisti selezionati per la sezione Arti Visive, oltre agli esiti della call internazionale per il Progetto di Rebranding della città di Termoli.
Curata da Caterina Riva, direttrice del Macte, l’esposizione presenta lavori di Mario Airò, Monia Ben Hamouda, Lucia Cristiani, Luca De Angelis, Binta Diaw, Adji Dieye, Roberto Fassone, Aldo Giannotti, Elisa Giardina Papa, Allison Grimaldi Donahue, Paolo Icaro e Jiajia Zhang, selezionati dal comitato curatoriale composto da Simone Ciglia, Gioia Dal Molin, Rossella Farinotti ed Emanuele Guidi.
La mostra si configura come un osservatorio privilegiato sull’arte contemporanea, abbracciando diversi linguaggi espressivi: video, pittura, installazione, fotografia, scultura e performance. Questa edizione si distingue per l’assenza di limiti generazionali o vincoli sul tipo di opera presentata, promuovendo un dialogo fertile tra artisti affermati ed emergenti e coinvolgendo direttamente il pubblico, che avrà la possibilità di votare l’opera preferita, contribuendo all’assegnazione di una menzione speciale.
Come da tradizione, l’opera vincitrice della 64° edizione del Premio Termoli entrerà a far parte della collezione del MACTE – Museo d’Arte Contemporanea di Termoli.
Grande attesa anche per la sezione Architettura e Design, che ha registrato quasi 400 progetti di rebranding per la città, raccolti attraverso la piattaforma Terraviva. La giuria internazionale assegna un primo, secondo e terzo premio, oltre a 10 menzioni speciali che saranno esposte nella mostra e ulteriori 30 progetti visibili online.
Con questa edizione, il Premio Termoli si conferma un appuntamento imperdibile nel panorama artistico e culturale, contribuendo attivamente alla trasformazione visiva e concettuale della città e rafforzando il suo dialogo con l’arte e il design a livello internazionale.





