TERMOLI. La comunità si-cura con la presentazione del libro i diari di Phoenix House.
Nel pomeriggio di ieri, presso la Comunità il Noce in via delle Acacie, si è svolto l’open day, la comunità ha aperto le porte al territorio e alle scuole.
Nel corso della visita sono stati anche raccolti beni di prima necessità in favore delle persone senza dimora o in stato di necessità.
Il presidente Antonio De Lellis, ha aperto i lavori dell’incontro presentando l’associazione Faced, (famiglie Contro l’Emarginazione e la droga) che opera da oltre venti a Termoli. Una scelta di volontariato: “un gruppo di familiari che ha vissuto il problema della tossicodipendenza e che, nel proprio cammino di sofferenza, ha incontrato sacerdoti, uomini e donne di buona volontà ed altre realtà associative”. L’Associazione Fa.C.E.D. ha rappresentato il pilastro intorno al quale hanno preso vita le altre numerose esperienze di accoglienza, prevenzione, ascolto, intervento e ricerca, come la “Comunità il Noce” e “La città degli invisibili”.
Roberto De Lena, operatore sociale della struttura il Noce, ha illustrato il lavoro che da qualche tempo sono sempre più impegnati a realizzare una comunità terapeutica che interagisce con la comunità locale per cercare di rispondere insieme alle nuove esigenze presenti sul territorio.
Mauro Croce, autore del libro “I diari di Phoenix House”, è psicologo, psicoterapeuta e criminologo, ha lavorato nei servizi pubblici per le dipendenze facendo anche parte della consulta degli esperti e degli operatori delle tossicodipendenze del Ministero della Solidarietà Sociale. E’ stato formatore in Algeria per conto del Consiglio d’Europa. E’ docente di psicologia delle addiction press l’università della Valle d’Aosta, ed è docente alla Supsi di Lugano. Ha pubblicato numerose opere in Italia e all’estero.
Il libro presentato oggi racconta la piaga vissuta da molti giovani, negli ultimi decenni del secolo scorso. Una realtà, secondo l’autore, troppo presto rimossa che ha visto i servizi pubblici e volontariato cercare, in un vuoto istituzionale, di rispondere ai bisogni ed alle sofferenze di tanti ragazzi e famiglie. Croce, giovane psicologo, nel 1982 fa una sua esperienza da residente in una comunità di tossicodipendenza, in incognito, nessuno degli utenti era a conoscenza del suo percorso di studi. Il giovane volveva conoscere dal di dentro come avveniva la riabilitazione di un tossicodipendente. Ha vissuto in maniera diretta presso la comunità terapeutica Phoenix House di Londra, osservando regole ferree, protocolli rigidi, ha accetto sfide durissime, dove esistevano rigorose strutture gerarchiche. Una esperienza che lo sicuramente segnato ma da cui ha tratto importanti insegnamenti per la sua professione.
Nel racconto dell’autore, molti ospiti si sono riconosciuti in questa esperienza e hanno ricordato i loro percorsi, fatti nello stesso periodo, in diverse strutture italiane.
All’interno della struttura di via Acacie, sono state esposte diverse installazione, realizzate dagli ospiti della comunità, fatte da palloncini con allegati messaggi, rappresentano che cosa è per loro la comunità. Inoltre, sono stati esposti diversi lavori, realizzati dagli alunni, della 3^ A dell’istituto ragioneria Boccardi di Termoli. Gli studenti presenti e ci hanno illustrato i cartelloni realizzati all’interno del progetto di sensibilizzazione e di prevenzione primaria sulle tossicodipendenze e dipendenze da alcol, realizzato con il Noce, a cui con molto entusiasmo hanno partecipato e il progetto aveva lo stesso titolo della manifestazione di oggi “La comunità si-cura”.
Giuseppe Alabastro





