martedì 10 Febbraio 2026
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Mani in pasta e cuore aperto: a Opera Serena si cucina con amore

TERMOLI. Presso la struttura Solidalia “Opera Serena” di Termoli continuano con entusiasmo i laboratori didattici alimentari, un percorso ormai consolidato e frutto della visione lungimirante dell’attuale dirigenza e di tutto il personale.

La residenza, che accoglie settanta ospiti, si sta affermando sempre più come un ambiente a misura d’uomo, dove professionalità, dedizione e umanità si fondono per far sentire ogni anziano come a casa propria.

Negli ultimi anni, grazie a uno staff qualificato e attento, “Opera Serena” ha fatto passi da gigante nella cura non solo fisica, ma anche emotiva e relazionale dei suoi ospiti, proponendo iniziative che valorizzano la persona nella sua totalità.

In prossimità della Festa della Mamma, la direzione ha promosso un evento speciale dal titolo evocativo:
“La prova del cuoco – Cuciniamo assieme per imparare a mangiare sano”.

L’iniziativa si è svolta l’8 maggio nel Centro Diurno della struttura, coinvolgendo con entusiasmo residenti, personale e familiari in un’esperienza culinaria dal forte valore educativo e affettivo.

Sotto la guida esperta del direttore Bruno Verini, del responsabile sanitario dottor Vincenzo Iannattone e con il prezioso contributo della biologa dottoressa Ester La Torre, il laboratorio ha visto come protagonista la direttrice e animatrice Loredana Frascati, anima dell’iniziativa.

Gli ospiti, accompagnati e motivati, hanno messo letteralmente le mani in pasta per preparare dei deliziosi biscotti con gocce di cioccolato, riscoprendo il piacere del fare insieme, della manualità e del ricordo legato alle tradizioni di famiglia.

Oltre al valore nutrizionale – sempre nel pieno rispetto delle normative HACCP – l’evento ha avuto una forte valenza sociale e affettiva: attraverso gesti semplici ma carichi di significato, è stato possibile ricreare l’atmosfera calda e accogliente delle cucine di casa, risvegliando ricordi, emozioni e sorrisi.

Un piccolo grande gesto che dimostra come, anche in una struttura residenziale, si possa continuare a vivere pienamente, a creare e condividere, soprattutto quando l’amore e la cura sono gli ingredienti principali.

Michele Trombetta