mercoledì 11 Febbraio 2026
Cerca

«Sotto la protezione di Santa Rita, santa dei casi impossibili»

TERMOLI. Secondo la tradizione devozionale, la sera del Venerdì Santo dell’anno 1432, ritiratasi in preghiera e meditando la Passione di Gesù, dopo l’omelia di fra’ Giacomo della Marca, Rita riceve una spina dalla corona del Crocifisso e si va a conficcare in fronte.
Rita tornò si ritiro nella cella monastica profondamente turbata, dopo aver sentito il predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione.
In un atto di amore Santa Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze.
Avvenne allora il prodigio: Santa Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. Santa Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.
L’evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato.
A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso che copriva ogni cosa, una cugina, le fece visita,Rita era costretta a letto da quasi quattro anni, nella sua cella monastica di Cascia, e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa da casa sua. Rita rispose che desiderava una rosa dal suo orticello di Roccaporena. Tornata a casa la parente si reco nell’orto e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata.
Si premurò allora di portarla alla Santa che, dopo averla odorata, ringraziò il Crocifisso e ne fece dono alle sue consorelle, per ringraziarle di tante premure e cure, durante la sua malattia.
Cosi S. Rita divenne la Santa della “Spina” e la Santa della “Rosa”.
Da quel giorno di’ maggio susseguente il tempo fu breve. Essa sarebbe volata al cielo per divenire un petalo della “candida rosa”.
Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli, Arcangeli e contemporaneamente le campane della chiese si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.