martedì 10 Febbraio 2026
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Ve-Day: L’importanza di celebrare gli ottant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

Commemorare l’ottantesimo anniversario della fine di un tragico capitolo della storia umana non è stato semplicemente un atto di rievocazione storica. Le celebrazioni organizzate a Campomarino hanno offerto momenti di condivisione per la comunità locale e per i figli di quegli aviatori che vissero dal 1943 al 1945 nei cinque campi di volo, profondendo impegno e coraggio.

Un’aria carica di storia e di emozione si diffonde nella piazza di Campomarino. L’incontro inizia in un clima di attenzione e rispetto, si sentono solo le parole di introduzione della speaker Rosanna Campanelli e del coordinatore del comitato cittadino, nonché storico locale dell’Aviazione a Campomarino durante la Seconda Guerra Mondiale, Giuseppe Marini.

In prima fila siedono, con un contegno rispettoso e solenne, le autorità militari:
Generale Antonino Neosi, Comandante della Legione Carabinieri di Abruzzo e Molise;
Colonnello Luigi Di Santo, Comandante Provinciale Carabinieri di Campobasso;
Maggiore Alessandro Vergine, Comandante Carabinieri di Termoli;
Maggiore Daniele Bonanese, Comandante Navale Guardia di Finanza di Termoli;
Capitano Gina Caggiano, Comandante della Guardia Di Finanza di Termoli;
Capitano di Vascello Giuseppe Panico, Comandante Capitaneria di Termoli;
Tenente Colonnello Tommaso Rubino e Luogotenente Rocco Lentinio del 32° Stormo di Amendola;
Luogotenente Massimo Pacucci, Comandante stazione dei Carabinieri di Campomarino.

Gradita anche la presenza dell’ufficiale ellenico Gatsios Georgios. In rappresentanza del Prefetto di Campobasso il dottor Leonardo Di Giammartino.

Presenti per l’Associazione Arma Aeronautica Nazionale e di Abruzzo e Molise vi erano rispettivamente il Lgt. (c) Giuseppe Pezzella, che ha portato i saluti del Presidente Generale di Squadra Aerea (c) Giulio Mainini, e il Lgt. Angelo Colizza. In rappresentanza del Gen. S.A. (c) Settimo Caputo, Presidente dell’Associazione Pionieri dell’Aeronautica, vi era l’Ing. Aeronautico Tenente Colonnello Luciano Marches.

Il sindaco Vincenzo Norante prende la parola e parla dei giorni di fine conflitto e di come oggi noi celebriamo non una vittoria militare ma ricordiamo la conquista della pace tanto desiderata:

“La città di Campomarino in tutto questo ha contribuito con i suoi cinque campi di aviazione attraverso numerose missioni in Europa.
Il nostro compito oggi – continua il sindaco – è quello di custodire la memoria e difendere la pace per dare un futuro migliore ai nostri figli senza rimanere prigionieri del passato.
Oggi ci ritroviamo a dare onore ai nostri piloti che hanno dato la loro vita in difesa della nostra libertà, che ricordiamo non è mai scontata e che va conquistata giorno per giorno con il compito di ognuno di noi”.

Presenti alla celebrazione l’Assessore regionale Dott. Michele Marone e il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Dott. Vincenzo Niro, che nei loro interventi esprimono il profondo onore di ospitare a Campomarino e nella regione Molise questi eredi, sottolineando come la memoria di quegli eventi sia un monito per il presente e un seme di pace per il futuro.

L’emozione più forte è forse quella dell’empatia che supera i confini del tempo: vedere i figli di coloro che un tempo furono eroi inconsapevoli, seduti accanto ai cittadini di Campomarino.

Interventi dei discendenti degli aviatori:

  • Carol Weaver Gleed, figlia del Colonnello Edward Creston Gleed del 332° gruppo statunitense dei Tuskegee Airmen a Ramitelli, racconta: “Avevo sentito parlare per anni di Ramitelli ma non avevo alcun riferimento se non che si trattava di un luogo in Italia.
    Sono venuta a conoscenza dell’esatta collocazione solo nel 2023 grazie a un post di Giuseppe Marini.
    Mi sarebbe piaciuto tornare con mio padre.”
  • Roxana Beaumont, in italiano: “Vorrei che mio padre fosse vivo per godersi questo giorno.”
    Mostra la foto del padre, Tenente Myron Wilson, assegnato al 332° gruppo. Compì 47 missioni da Campomarino, tra cui la più lunga su Berlino.
  • Bill Ondoncsin, figlio del Tenente John Ondoncsin del 52° gruppo statunitense a Madna: “Per me mio padre era semplicemente ‘papà’… Erano persone normali che vivevano in tempi straordinari.”
  • Ellen Emerson, figlia del pilota David del 52° Gruppo Caccia: “Le rondini in piazza mi ricordano gli aerei di mio padre… è un posto perfetto per ricordare e celebrare il VE-Day.”
  • Barrie Owen dal Canada, figlio del pilota Griffith del Royal Canada Air Force: “Se lui potesse vedere oggi tutti voi sarebbe onorato di questa vostra presenza.”
  • Eddie, dal Sudafrica, ricorda il padre Denis, corpo sanitario aeronautico del 16° squadrone: “In questa città incontrò la donna della sua vita, Cristina.”
  • Yangos Voutsinas dalla Grecia, figlio del Generale Dimitrios del 335° gruppo caccia ellenico: “Ricordava con gioia l’arrivo a Campomarino dopo il deserto… acqua, frutta, campi coltivati.”
  • Viviana Bernardini, figlia del Generale Umberto dello Stormo Baltimore: “Il 25 aprile fu per lui una seconda rinascita… la gioia del 5 maggio: la guerra era finita.”
  • Andrea Spinelli, figlio del Generale Domenico della Regia Aeronautica: “Alle 09:10 del 5 maggio 1945 la formazione fu richiamata a terra per cessate ostilità: ‘a causa di trattative di pace in corso’.”

Le celebrazioni si concludono con Vincenzo Chimisso che invita il Sindaco Vincenzo Norante e la Presidente del Consiglio Erika Della Penna, assistiti da Carmen Carriero e Margherita Recchia del comitato cittadino, per la consegna ai discendenti dell’opera ricordo in bronzo di Michele Carafa, dell’opera con annullo filatelico dell’artista Antonella Mattarocchia e soprattutto della cittadinanza onoraria postuma ai piloti.