giovedì 12 Febbraio 2026
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Un giardino nel piazzale dedicato a don Giulio Di Rocco

GUARDIALFIERA. Il piazzale dedicato a don Giulio, divenuto a Guardialfiera, mole lussureggiante di verde. Renato Rascel, raffinato e sensibile artista del secolo scorso, assicurava – cantando – che ogni uomo “con un po’ di fantasia, ogni cosa può sognare; può far quello che gli pare, fino a farlo diventare realtà”!

 Maria Vincenza, idealista e sognatrice di Guardialfiera, coglie a volo questa garanzia e redime e stravolge adesso, con la propria “fantasia”, lo sterile Piazzale dedicato a don Giulio Di Rocco (sul quale s’affaccia il suo negozio), e lo evolve in una mole quasi fiabesca; in un allestimento lussureggiante di verde, in una raffinata mostra permanente del fiore arricchito da una profusione di colori e di effluvi.

Lo slargo è adesso un urlo di esultanza, di dettagli colorati che incendiano balconi adornati da piantine allegre, di penduli traforati di luce; di rose, di azalee, gerani e da una gamma di piantine grasse che gridano gloria al mattino e silenzio trasparente al crepuscolo.

Maria Vincenza ha impiantato nello slargo perfino un museo all’aria aperta, di antichi arredi di cucina: caffettiere, tegami, imbuti, mestoli. Lì c’è la sfida per creare un sistema di promozione turistica della identità locale, arricchita adesso da ingredienti essenziali per ogni nostro richiamo nostalgico. C’è la gloria di mattini soleggiati, e il silenzio trasparente del crepuscolo. C’è l’armonia di un luogo riscoperto, affiancato alla bianca gradinata verso il tempio, carico di storia millenaria, nel quale, al mattino, proprio don Giulio – sbucando furtivamente da Vico Martino – si recava per celebrare a nostro beneficio spirituale, la sua quotidiana Messa mattutina.

Guardia va così recuperando l’anima di un’Italia minore, sconosciuta e nascosta, e proiettarla in orizzonti un po’ più azzurri.

Vincenzo Di Sabato