venerdì 13 Febbraio 2026
Cerca

Frate Mare: “Stop ai detergenti inquinanti sulle imbarcazioni”, la battaglia di Gianluigi Recchi e Alessia Lalli

TERMOLI. A distanza di nove mesi, nuova petizione da parte dell’associazione Frate Mare Ets, fondata e guidata da due termolesi, come Gianluigi Recchi e Alessia Lalli.

L’hanno fondata nel marzo 2023, dedicata alla protezione e alla valorizzazione del Mare Mediterraneo.

Frate Mare è un’associazione ambientalista senza scopo di lucro, nata dall’amore e dalla passione per il mare e la sua straordinaria biodiversità. L’obiettivo principale è la tutela dell’ecosistema marino, che rappresenta una risorsa inestimabile per il nostro pianeta. Frate Mare si impegna attivamente nello studio e nella promozione di progetti ecosostenibili che possano contribuire alla salvaguardia del mare.

In questa iniziativa si mira a chiedere lo “Stop ai detergenti inquinanti sulle imbarcazioni: la petizione per proteggere il mare”.

Nel cuore della costa molisana, la cittadina di Termoli diventa il punto di partenza per una battaglia ambientale che potrebbe cambiare le regole della nautica da diporto in Italia. Alessia Lalli, attivista e promotrice della petizione lanciata dall’Associazione Ambientalista Frate Mare Ets, chiede al Ministero dell’Ambiente e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di vietare l’uso di detergenti chimici tossici sulle imbarcazioni e introdurre una formazione ambientale obbligatoria nei corsi nautici.

Un mare più pulito: obiettivi della petizione

L’iniziativa vuole rispondere a un problema spesso sottovalutato: ogni anno, migliaia di imbarcazioni rilasciano detergenti nocivi utilizzati per la pulizia di ponti, cucine e motori, contribuendo all’inquinamento marino invisibile ma costante. Senza una normativa nazionale, la gestione dell’inquinamento derivante da queste pratiche resta affidata a regolamenti locali, con differenze da porto a porto e un’inefficacia evidente nella protezione dell’ambiente.

La petizione propone:

  • Divieto dell’uso di detergenti non biodegradabili e tossici a bordo delle imbarcazioni da diporto;
  • Introduzione di un modulo ambientale obbligatorio nei corsi per il conseguimento, rinnovo o estensione della patente nautica;
  • Incentivi per prodotti ecologici certificati destinati alla nautica;
  • Un quadro normativo uniforme, con controlli e sanzioni per chi inquina il mare con le attività di pulizia a bordo.

Perché è importante?

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), il 20% dell’inquinamento marino nel Mediterraneo è causato da attività turistiche e diportistiche. I detergenti chimici contengono microinquinanti che compromettono la biodiversità marina, uccidendo microorganismi e danneggiando gli habitat marini. La petizione si inserisce in un contesto in cui il mare, bene comune e risorsa fondamentale per l’Italia, richiede una protezione più efficace e uniforme.

Un appello alla sensibilizzazione

Oltre a chiedere misure concrete a livello istituzionale, la petizione mira anche a sensibilizzare chi va per mare. “Chi guida un mezzo in mare deve conoscere il mare. L’ignoranza non può più essere una scusa”, si legge nel testo della petizione. Ecco perché la formazione ambientale diventa un punto chiave per garantire pratiche più sostenibili.

L’Associazione Frate Mare invitano tutti a firmare per sostenere un cambiamento necessario. “Ogni firma è un’onda che si alza contro l’indifferenza”, affermano gli organizzatori, sottolineando che piccoli gesti possono fare la differenza per la tutela del nostro mare.

Se vuoi contribuire a questa causa, firma ora la petizione e aiuta a proteggere il mare.