martedì 10 Febbraio 2026
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Allarme Adoc: “Consumi in crisi e rincari senza sosta”

CAMPOBASSO. «Lo avevamo anticipato e oggi i dati Istat lo confermano: l’aumento della fiducia dei consumatori non riflette la realtà vissuta ogni giorno da milioni di famiglie. L’indice (a 96,5 a maggio 2025), pur registrando un recupero rispetto alla diminuzione dei mesi precedenti, si posiziona comunque su una percentuale bassa». Così l’associazione Adoc Molise.

«È quanto denunciamo da tempo: il costo della vita continua a crescere, mentre i salari restano fermi e sempre più insufficienti a coprire le spese essenziali- prisegue l’Adoc- A maggio l’inflazione cala all’1,7%, ma il carrello della spesa – ovvero i beni di uso quotidiano – continua a salire, passando dal +2,6% al +3,1%. A preoccupare di più sono i rincari sui prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, che colpiscono direttamente i bilanci familiari.

Il problema è evidente: non si può più sostenere la narrazione di un Paese in ripresa quando la realtà racconta un progressivo impoverimento delle famiglie. Il calo dell’inflazione non significa calo dei prezzi. I beni di prima necessità, quelli che servono per la sopravvivenza quotidiana, continuano ad aumentare.

Per questo servono interventi immediati e strutturali, non misure effimere e temporanee come il cosiddetto “trimestre anti-inflazione”, iniziativa spot che infatti non è stata rinnovata.

Il potere d’acquisto delle persone – sosteniamo come ADOC – è in costante erosione e l’accesso a beni e servizi essenziali sta diventando sempre più difficile. Una condizione inaccettabile, che richiede risposte immediate e interventi concreti.

È indispensabile:

  • ridurre il costo delle bollette e dell’energia, a partire dal taglio degli oneri indiretti che pesano per oltre il 40%;
  • sostenere i redditi;
  • monitorare e contenere i prezzi al consumo;
  • agire con decisione contro ogni forma di speculazione.

In questa direzione, è fondamentale rafforzare e rendere pienamente operativi gli osservatori sui prezzi a livello territoriale, affinché possano svolgere un’efficace azione di controllo e trasparenza.

Servono misure concrete, efficaci e tempestive. È il momento di aprire un tavolo nazionale d’emergenza sul caro prezzi. Non si può più rimandare: la priorità deve essere il sostegno al potere d’acquisto e alla qualità della vita delle persone».