GUGLIONESI. Sabato 26 luglio, alle ore 10, presso il Centro Polivalente di Guglionesi si è svolta un’assemblea pubblica sulla questione palestinese, promossa dall’associazione Arci Francesco Jovine insieme ad attivisti locali. L’iniziativa ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, raccogliere fondi a favore di Medici Senza Frontiere; dall’altro, promuovere azioni di boicottaggio popolare nei confronti di Israele e delle multinazionali che traggono profitto dal conflitto in corso.
L’incontro si è aperto con un momento di riflessione storica, ricordando la celebre fotografia che ritrae, nel settembre 1993, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat mentre si stringono la mano nel cortile della Casa Bianca, alla presenza del presidente statunitense Bill Clinton. Un’immagine simbolo degli Accordi di Oslo, con cui Israele riconosceva l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) come interlocutore legittimo, e l’OLP, a sua volta, riconosceva il diritto di Israele a esistere, rinunciando alla lotta armata.
Nel 1994, Rabin, Arafat e Shimon Peres ricevettero il Premio Nobel per la Pace per questi sforzi. Ma nel novembre 1995, lo stesso Rabin fu assassinato da un colono israeliano di estrema destra contrario agli accordi. “Un delitto che uccise la pace”, come è stato ricordato, insieme alle sue ultime parole: “La via della pace è preferibile alla via della guerra: ve lo dice uno che è stato un militare per 27 anni.”
A trent’anni di distanza, le immagini della tragedia palestinese continuano a entrare nelle nostre case. Dall’inizio del 2025, oltre 650.000 palestinesi sono stati sfollati con la forza; il 92% delle abitazioni e il 70% delle infrastrutture risultano danneggiati o distrutti; il collasso del sistema sanitario, la mancanza di acqua e il cibo insufficiente stanno uccidendo ogni giorno, al pari delle bombe.
Davanti a questo sterminio pianificato, non si può restare in silenzio.
Durante l’assemblea è emersa quindi l’esigenza di promuovere una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione a sostegno del popolo palestinese. In primo luogo, si chiede un cessate il fuoco immediato e permanente, lo sblocco degli aiuti umanitari e l’avvio, con il sostegno della comunità internazionale, di un nuovo percorso di pace giusta e duratura, basato sul riconoscimento dei diritti di entrambi i popoli: due Stati per due popoli.
Allo stesso tempo, è stata condivisa la volontà di promuovere iniziative di boicottaggio e consumo responsabile, sensibilizzando la cittadinanza verso l’implicazione economica e politica di alcune aziende coinvolte direttamente o indirettamente nel conflitto. Le proposte saranno rese pubbliche nei prossimi giorni. Come è stato sottolineato, ogni consumatore ha il potere, con le sue scelte quotidiane, di premiare le aziende che rispettano criteri etici, sociali e ambientali e di contribuire a costruire un modello economico più giusto e sostenibile.
Per l’occasione, presso la sala del Centro Polivalente, è stata allestita la mostra “Al Nakba – Alle radici della tragedia palestinese”, ideata dallo storico Gilberto Gilberti, uno dei maggiori esperti della questione. La mostra ripercorre l’esodo di circa 700.000 palestinesi dopo la guerra del 1948, quando decine di villaggi vennero distrutti e le persone costrette all’esilio. Un esodo che ancora oggi alimenta una memoria viva, come recita una delle testimonianze esposte:
“Ogni anno io dirò al mio bambino: ritorneremo, figlio mio, e tu sarai con me, ritorneremo. Ritorneremo sulla nostra terra, la calpesteremo a piedi nudi.”






