TERMOLI. Domenica, seguendo la regata dei vogatori dell’Asd Vogatori Termoli, ho osservato con attenzione l’evoluzione corposa che questa associazione ha avuto nella formazione di donne vogatrici. Il presidente Saverio Lacerenza, parlando con noi, non nascondeva la sua soddisfazione:
“Siamo molto contenti per questo congruo aumento di vogatrici. Le donne, non lo scopriamo oggi, sono senza ombra di dubbio un passo avanti agli uomini. È finito da tempo il periodo in cui la donna non veniva presa in considerazione, non poteva votare o doveva essere solo ‘tutta casa e chiesa’. Tutto questo, com’è giusto che sia, è ormai un pallido ricordo. Oggi le donne sanno essere protagoniste con ruoli e compiti di rilievo in ogni campo: sociale, quotidiano, sportivo e artistico.
Anche nello sport la donna è stata sdoganata, e allora ecco che le vediamo primeggiare in discipline che un tempo erano tabù per loro: il calcio, il pugilato, il rugby e, perché no, anche il canottaggio. A Termoli, sotto questo punto di vista, sono stati fatti passi da gigante. Negli ultimi dieci anni è nato, cresciuto e affermato un movimento di prim’ordine: siamo riusciti persino a portare una di loro in Nazionale, Giusy Fatima Pia De Sanctis“.
Domenica abbiamo assistito alle gare maschili, ma soprattutto a quelle femminili. Ebbene, in questa disciplina — dove servono fatica, forza di volontà, braccia forti e concentrazione altissima — le ragazze hanno messo in campo tutto questo con una naturalezza sorprendente. Alla fine non mostravano segni di fatica, ma solo allegria e serenità.
A noi maschietti, complici certe comunicazioni farlocche, è stato fatto credere da serie TV e servizi giornalistici che le donne mature di famiglia fossero sempre “sull’orlo di una crisi di nervi”, intrattabili e via dicendo. Balle! La verità è che i frustrati e sull’orlo di una crisi eravamo — e siamo — soprattutto noi maschietti, finti rappresentanti del “sesso forte”.
Domenica questa verità mi è apparsa chiarissima: un gruppo di ragazze, mogli e casalinghe che fanno parte di squadre dai nomi giustamente ittici — Tracine, Nereidi e Maruzzelle — ha saputo soppiantare i rivali maschi. Le Tracine, che domenica hanno vinto la loro tappa con al timone Maretto, schieravano tra i remi la graziosa Ilaria, che ha lasciato le passerelle di moda per remare verso un futuro già deciso. Con lei c’erano Chiara, Marika, Alessia, Federica, Simona, Patricia, Noemi, Maria, Manuela, Mariella, Monica e Genziana.
Con un tempo di 13’25’’00, hanno battuto le colleghe Nereidi (seconde) e Maruzzelle (terze). Ma, a nostro parere, hanno vinto tutte. Perché lo sport, al di là dei risultati positivi o negativi, regala qualcosa di cui oggi avremmo un enorme bisogno: amicizia, unione e rispetto per il prossimo.
E loro, a forza di bracciate, tutto questo l’hanno già capito.










