TERMOLI. L’appello del presidente delle Guardie ecologiche Congeav, Giuseppe Colangelo, ha messo in evidenza un aspetto su cui intervenire e chiedere la collaborazione della cittadinanza, quello dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, da parte sia di turisti che residenti.
Tuttavia, ci sono anche altri comportamenti da additare e il motto “il cane si morde la coda” è quello di chi da una parte sporca e poi dall’altra addita sui social.
Così non può continuare.
Di nostra iniziativa e raccogliendo le segnalazioni altrui, che sempre più copiose ci pervengono, innumerevoli sono gli esempi di coloro che trattano la nostra città come fosse discarica a cielo aperto. E’ vero, va rimodulata l’organizzazione dell’igiene urbana, magari tornando al netturbino di zona e dando maggiore importanza allo spazzamento, ma se la deriva è quella degli ultimi tempi, occorrerebbe un vero e proprio esercito, così come per contrastare gli abusi al volante, ad esempio.
Una società che non è senza regole, perché di norme ve ne sono fin troppe, ma che non vengono rispettate e forse fatte rispettare.
Se chi frequenta strutture sportive e giardini pubblici lascia un tappeto di rifiuti sta a significare che il valore dell’assioma ‘bene comune’ è ormai smarrito e quel che è peggio è che lì ci sono i loro figli che giocano.
Insiste un divieto di vendita delle bevande di asporto in vetro, ovunque ci sono bottiglie, specie di birra, abbandonate nelle aiuole, basta andare in via Martiri della Resistenza, sotto gli oleandri, per rendersene conto.
Una cascata di violazioni, evidentemente. Occorre correre ai ripari, ma operando in maniera socialmente rilevante, perché il degrado a cui assistiamo è soprattutto culturale, che poi si riverbera nei comportamenti nei gesti dell’inciviltà quotidiana.
Non è un problema che avvolge solo le giovani generazioni, ventenni, quarantenni, sessantenni e persino seniores più anziani hanno gli stessi atteggiamenti, ne siamo testimoni.





