TERMOLI. L’esperienza de La Città Invisibile nasce circa dieci anni fa a Termoli da un gruppo di volontari/e, operatori/trici e attivisti/e sociali con l’intento di indagare il fenomeno della grave marginalità sociale nel territorio del basso Molise e proporre azioni di contrasto allo stesso.
Nel corso degli anni l’esperienza si struttura gradualmente, pur mantenendo in parte le caratteristiche di volontariato/attivismo con cui era nata. Oggi La Città Invisibile è un’area di intervento dell’associazione FACED (Famiglie Contro l’Emarginazione e la Droga) e consiste in un’articolazione di interventi in favore di persone senza dimora: unità di strada, area sosta e progetti per l’inclusione abitativa e il diritto all’abitare.
L’area sosta de La Città Invisibile: uno sguardo agli ultimi 12 mesi (agosto 2024 – luglio 2025)
Nel corso degli ultimi 36 mesi (agosto 2022 – luglio 2025) hanno effettuato un colloquio di primo accesso presso l’area sosta 132 persone, anche se sono molte di più le persone transitate per la struttura di via delle Acacie 4 e che hanno usufruito dei servizi di base (colazione, docce, ricarica cellulari, vestiario, servizio lavanderia e altri beni di prima necessità), per le quali non è stato possibile effettuare la scheda anagrafica di primo accesso.
Oggetto di questo breve report è l’andamento delle presenze presso l’area sosta negli ultimi 12 mesi (agosto 2024 – luglio 2025): in quel lasso di tempo il centro ha registrato 755 accessi totali e 206 accessi singoli. In media, si rivolgono a La Città Invisibile 17 persone al mese.
| MESE | ACCESSI TOTALI | ACCESSI SINGOLI | NUOVE ANAGRAFICHE |
|---|---|---|---|
| Agosto 2024 | 53 | 17 | 0 |
| Settembre 2024 | 55 | 20 | 2 |
| Ottobre 2024 | 76 | 19 | 0 |
| Novembre 2024 | 70 | 19 | 1 |
| Dicembre 2024 | 46 | 17 | 0 |
| Gennaio 2025 | 59 | 17 | 1 (+3) |
| Febbraio 2025 | 77 | 24 | 4 (+3) |
| Marzo 2025 | 85 | 15 | 0 |
| Aprile 2025 | 66 | 10 | 0 |
| Maggio 2025 | 56 | 22 | 8 |
| Giugno 2025 | 61 | 18 | 3 |
| Luglio 2025 | 51 | 17 | 2 |
Tab.1 – Accessi presso l’area sosta La Città Invisibile (agosto 2024 – luglio 2025)
Negli stessi 12 mesi hanno usufruito dei servizi del centro complessivamente 41 persone: di queste, 23 erano sconosciute al servizio prima dell’agosto 2024. Ciò vuol dire che nell’ultimo anno circa 2 persone senza dimora di media al mese si sono rivolte al servizio per la prima volta, e ciò nonostante varie (e note) vicissitudini abbiano imposto la dislocazione della struttura nella periferia estrema di Termoli.
Le 23 nuove persone arrivate al centro sono in prevalenza uomini (19); oltre il 50% sono persone italiane (12) e 15 provengono dalla Comunità Europea, mentre le restanti 8 sono persone provenienti da Paesi non UE. I “nuovi arrivi” hanno un’età media di 46.5 anni; la tabella seguente esemplifica le fasce di età rappresentate.
| FASCIA D’ETÀ | NUMERO PERSONE |
|---|---|
| 18-24 anni | 2 persone |
| 25-34 anni | 3 persone |
| 35-44 anni | 7 persone |
| 45-54 anni | 2 persone |
| 55-64 anni | 8 persone |
| 65-74 anni | 1 persona |
Tab. 2 – Fasce d’età dei “nuovi arrivati”
Da questa breve panoramica sui dati più recenti riguardanti il fenomeno della homelessness nel basso Molise emerge che sono (almeno) tra 40 e 50 le persone presenti sul territorio in condizione di grave marginalità sociale.
A queste vanno aggiunte:
- alcune delle persone ospiti nelle case per il reinserimento sociale e abitativo (12 in totale), che non si rivolgono all’area sosta;
- persone incontrate in strada nelle unità, che non si rivolgono all’area sosta;
- persone ospiti dei dormitori e/o che si rivolgono ad altri servizi (mensa e centro di ascolto Caritas, Pronto Intervento Sociale, altri) che non arrivano all’area sosta.
Questi dati, va da sé, non devono far distogliere lo sguardo da un fatto essenziale: dietro ai numeri si celano volti, persone, storie di isolamento estremo e di gravissima vulnerabilità.
Si tratta spesso di persone con problemi di dipendenze da sostanze, da gioco, da alcol, persone con disturbi psichiatrici, con vissuti migratori traumatici e spesso con gravi deficit relazionali.
Non solo numeri, ma persone
Le persone senza dimora sono marginalizzate da un modello economico e sociale (neoliberismo, oggi in una svolta neoautoritaria) che tende a escludere i più fragili, i quali invece, in un modello giusto ed egualitario di società, dovrebbero essere sempre in cima a ogni politica.
Si stima che oggi siano circa 100.000 le persone senza dimora in Italia; al 31 luglio 2025 sono già 243 le persone senza dimora decedute, una strage invisibile (www.fiopsd.org).
Il rischio di abbandono istituzionale di tante persone marginalizzate è concreto, e tocca nel profondo la crisi delle democrazie occidentali.
La grave marginalità sociale è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ampio: secondo Istat, nel 2024 il 9,7% della popolazione italiana (5 milioni 694 mila persone) vive in povertà assoluta. Il rischio di povertà ed esclusione sociale è in crescita, passando dal 22,8% al 23,1% rispetto al 2023.
Oltre a queste forme di povertà, destano preoccupazione altre questioni emergenti e correlate:
- Il problema casa, definito da Caritas Italiana come «una delle sfide sociali più urgenti e trasversali del nostro tempo, non un’emergenza temporanea, bensì una crisi strutturale con radici economiche, sociali e urbanistiche profonde» (Report statistico nazionale 2025);
- Le povertà e vulnerabilità sanitarie: nel 2024 circa il 9,9% della popolazione (6 milioni di persone) ha dovuto rinunciare a prestazioni ritenute necessarie (Istat).
Sarebbe necessario un cambio radicale e paradigmatico di modello di sviluppo, che rimetta al centro i diritti universali e la giustizia sociale.
Ma, in attesa e affinché ciò accada, è importante attivarsi ed impegnarsi per generare buone pratiche sociali nei territori, promuovendo inclusione e ostacolando le varie forme di discriminazione ed emarginazione.
È quanto prova a fare, nel suo piccolo, La Città Invisibile, con il contributo di tante persone solidali.
È quanto, facendo sistema tra Enti del Terzo Settore, Istituzioni e comunità, si potrebbe realizzare a partire dai territori locali, soprattutto quelli più fragili, vulnerabili ma (apparentemente) a misura d’uomo come il basso Molise
Passare dalle città invisibili e dai luoghi della marginalità alle città e ai territori della cura: questa è la prospettiva che può dare sostanza all’impegno per costruire luoghi di vita più giusti e accoglienti.


