MONTECILFONE. In una gradevole serata di fine luglio, Montecilfone si è trasformata in un palcoscenico di emozioni, accoglienza e speranza. La quinta edizione della Festa del Rifugiato ha acceso il cuore del paese, riunendo centinaia di famiglie provenienti anche da Guglionesi, Termoli e Santa Croce di Magliano, tutte unite da un sentimento condiviso: dare il benvenuto ai nuovi cittadini che per i prossimi due anni abiteranno il territorio.
Il sindaco Giorgio Manes ha aperto la serata con parole di orgoglio e gratitudine, sottolineando il ruolo fondamentale della cooperativa Medihospes. Non si tratta semplicemente di offrire un tetto — ha spiegato — ma di costruire un percorso profondo di integrazione, fatto di legami autentici, servizi accessibili e opportunità concrete di inserimento sociale, culturale ed economico.
Musica, sorrisi e testimonianze hanno intrecciato le storie dei rifugiati con quelle della comunità, creando un tessuto vivo e pulsante. Ogni gesto, ogni stretta di mano, ogni sguardo condiviso ha parlato di un’Italia che accoglie, che si fa rete e che crede nella forza dell’inclusione.
Montecilfone si conferma un esempio virtuoso, dove l’integrazione non è uno slogan, ma una realtà tangibile, costruita giorno dopo giorno con pazienza, impegno e generosità. In questa festa non si è celebrato solo un evento, ma una visione: quella di un territorio che sceglie di essere casa, ponte, speranza.








