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venerdì 5 Dicembre 2025
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Un maestro e un’eredità: la mostra che celebra il professore Schiavo

GUGLIONESI. Ci sono uomini che non si limitano a insegnare, ma che lasciano un’impronta indelebile. Pasquale Schiavo è stato uno di questi: un professore che non trasmetteva solo nozioni, ma che riusciva a far amare la bellezza, l’impegno e la creatività. A dieci anni dalla sua scomparsa e in quello che sarebbe stato il suo 90° compleanno, il suo paese e la sua famiglia lo celebrano con un omaggio tanto atteso quanto meritato: una mostra che, dal 2 al 10 agosto, accoglie il pubblico nello splendido chiostro del Convento dei Cappuccini a Castellara, trasformato in un tempio di memoria e arte.

Nostro padre ha sempre, sempre, sempre voluto fare una mostra e non ha mai avuto la possibilità – spiegano Paola e Lella, le sue figlie – Non si sentiva mai all’altezza. Oggi, però, speriamo che da lassù possa sorridere nel vedere queste pareti riempirsi delle sue opere”.

La mostra, curata tecnicamente da Antonio Scardocchia, accompagna i visitatori in un percorso fatto di luce e sentimento. Le tele di Schiavo non sono solo quadri: sono pagine di un diario intimo che svela un artista capace di fondere tecnica e sensibilità, rigore e immaginazione. Tra i dipinti esposti spiccano opere di straordinaria intensità, come la suggestiva Crocifissione, capace di raccontare il dolore e la speranza attraverso pennellate che sembrano respirare.

Fin dalle prime ore di apertura, la sala è stata invasa da un’autentica “marea di memoria”: amici, colleghi, appassionati d’arte, ma soprattutto ex alunni che hanno voluto ritrovare, almeno per un istante, il loro professore. Spesso si conosce un insegnante solo dietro la cattedra. Qui invece lo si incontra in un’altra dimensione: quella del suo mondo creativo.

Pasquale Schiavo è stato molto più di un docente di educazione artistica: è stato un uomo buono, umile, di quei maestri che non alzano mai la voce ma che riescono, con l’esempio, a lasciare segni profondi. Il suo insegnamento non si è limitato alle aule, ma ha accompagnato intere generazioni anche nella vita di tutti i giorni: “Ci ha insegnato a non mollare mai, a continuare a credere nei sogni anche quando sembrano troppo grandi – ricordano Paola e Lella – Questa mostra è il nostro modo di realizzare per lui ciò che il tempo non gli ha concesso“.

E così, nel chiostro dei Cappuccini di Castellara, non ci sono solo quadri: ci sono ricordi, emozioni, gratitudine. C’è una comunità intera che, guardando quelle tele, rivede non solo l’artista, ma anche il professore, il padre, l’uomo.

In ogni pennellata vive il cuore di Pasquale Schiavo, e in ogni sguardo dei visitatori il suo sogno che finalmente si compie. Un sogno che non appartiene più soltanto alla sua famiglia, ma a tutto un paese che oggi lo celebra come merita: con affetto, orgoglio e infinita ammirazione.