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martedì 16 Dicembre 2025
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Zona franca doganale, il Cosib “consegna” i terreni

TERMOLI. Non se ne parla da un po’, ma è sempre un progetto di ampio respiro, anche se inserito in un contesto diverso da quello iniziale.

Lo scorso 25 luglio, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno (Cosib) ha compiuto un passo decisivo per l’economia del Molise e del Mezzogiorno, approvando la consegna delle aree destinate alla Zona Franca Doganale (Zfd) di Termoli. Questa iniziativa è vista come un fattore strategico per lo sviluppo, mirando all’integrazione, all’attrazione di investimenti e alla modernizzazione delle infrastrutture.

La realizzazione della Zfd di Termoli affonda le sue radici in atti normativi precedenti. In particolare, il Decreto Interministeriale n. 492 del 3 dicembre 2021, attuativo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ha identificato Termoli come area prioritaria per una Zona Franca Doganale, stanziando 15,6 milioni di euro per l’intervento. L’obiettivo è allineato a una visione europea e nazionale che cerca di rilanciare le aree periferiche attraverso vantaggi fiscali, semplificazioni amministrative e potenziamento infrastrutturale.

A livello amministrativo, il percorso ha visto la nomina di Commissari straordinari, successivamente sostituiti dalla Struttura di Missione “Zes Unica” presso la Presidenza del Consiglio, che ora è coordinata dall’avvocato Giuseppe Romano.

Investire nella Zfd di Termoli e nell’area Zes adriatica è motivato da diversi fattori. La posizione di Termoli è strategicamente vantaggiosa grazie alla sua area portuale e retroportuale, al collegamento con la linea ferroviaria ad alta velocità Bologna-Lecce e al raddoppio della Termoli-Lesina. Queste infrastrutture la collocano lungo i principali corridoi transeuropei (TEN-T), facilitando i traffici commerciali tra Italia, Balcani e Barcellona.

L’intervento mira sia a colmare lacune infrastrutturali storiche che a fungere da catalizzatore per nuovi investimenti. Tra le misure attrattive ci sono il credito d’imposta, la riduzione dell’IRES e la possibilità di avviare attività produttive con procedure doganali semplificate. I benefici attesi riguardano l’economia locale, con nuova occupazione e indotto, e, a lungo termine, l’attrattività dell’intero sistema Italia per investitori nazionali ed esteri.

La delibera del 25 luglio 2025 è il culmine di un lungo iter amministrativo, frutto della collaborazione tra strutture statali e realtà locali come il Cosib. L’area selezionata, di oltre 49.700 mq divisa in 12 particelle catastali a Termoli, ha seguito un processo rigoroso. Questo include l’approvazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) a dicembre 2023, la perimetrazione della ZFD a luglio 2024 e l’affidamento dei lavori al Consorzio Stabile del Mediterraneo. La validazione e l’approvazione del progetto esecutivo sono avvenute a luglio 2025. Questi passaggi sono cruciali per garantire la trasparenza e l’efficienza della spesa pubblica.

L’atto deliberativo finale autorizza il direttore generale del Cosib, Nicola Del Re, a consegnare le aree alla Struttura di Missione Zes, che agirà come stazione appaltante, per avviare la costruzione dei manufatti e gli adeguamenti previsti.

Le ricadute concrete sul territorio sono significative. Inizialmente, il cantiere genererà occupazione nell’edilizia, nei servizi e nei settori professionali collegati. La Zfd sarà particolarmente vantaggiosa per imprese di medie e grandi dimensioni, operatori logistici, startup innovative e aziende orientate all’export in settori come la green economy e la produzione di energia rinnovabile. Inoltre, il ruolo di Termoli nelle rotte commerciali europee sarà rafforzato, stimolando investimenti in mobilità, energia e sostenibilità ambientale.

Ci sono, tuttavia, anche delle sfide da affrontare. È essenziale garantire tempi certi e procedure trasparenti per la realizzazione dell’opera, oltre ad accompagnare la transizione del tessuto socioeconomico locale verso modelli più sostenibili e innovativi. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità del sistema pubblico e privato di collaborare, attirando capitali e coinvolgendo attivamente il mondo della formazione, della ricerca e le istituzioni locali.

Se gestita correttamente, la Zona Franca Doganale di Termoli potrebbe diventare un modello di successo per il Molise e per tutte le aree del Sud a rischio di marginalizzazione. Si tratta di una scommessa che richiede coesione, capacità progettuale e apertura all’innovazione. In un contesto in cui l’Italia deve sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’Europa e dal Pnrr, iniziative come questa sono viste come il potenziale “rinascimento industriale” di aree cruciali e dell’intero sistema produttivo nazionale.