TERMOLI. Nelle recenti nomine che hanno ‘strutturato’ la Lega sul territorio molisano, con la creazione dei dipartimenti e l’individuazione dei relativi responsabili, alla guida delle Attività produttive, c’è Antonello Di Toro, che ha voluto rappresentare attraverso Termolionline il suo pensiero ‘politico’ nella sfera tematica a lui affidata.
«Ad oggi ci sono dati macroeconomici nazionali che l’attuale governo può vantare di aver conseguito. Parliamo ad esempio del record di occupati, spread sui titoli di stato inferiore ai 90 punti base, Pil che seppure inferiore all’1% supera quello della Germania e della Francia, nazioni con le quali di solito si effettua la comparazione.
Ci sono tuttavia dati che riguardano la nostra regione e che devono essere portati all’attenzione delle istituzioni. Mi riferisco ai dati dell’occupazione, al continuo spopolamento delle zone interne, alla fuga dei giovani, non solo laureati, alla continua e lenta diminuzione del numero degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori e delle piccole imprese
E’ vero che ci sono leggi e fondi, anche comunitari, per agevolare le iniziative, ma, spesso, gli interventi non sono conosciuti o ci sono lacci e lacciuoli che impediscono l’accesso ai benefici.
In questo momento sarebbe comunque opportuno continuare con le due iniziative messe in atto dal governo Meloni su spinta della Lega. Mi riferisco alle rottamazioni e alla tassazione delle partite iva con contabilità semplificata.
Per quanto riguarda una ulteriore rottamazione, che sarebbe il quinquies, la stessa verrebbe accolta con molto favore e, per molti, sarebbe una via d’uscita da critiche situazioni debitorie che rendono la vita stressante e impediscono anche eventuali investimenti seppur modesti. Sarebbe opportuno dilatare i tempi di rimborso fino a 10 anni, come da proposta dell’on. Gusmeroli della Lega, e rendere le rate onorabili senza alcun affanno. In precedenza e per anni i vari governi su questo argomento hanno fatto ben poco. L’ammontare dei crediti da parte dello Stato è andato via via aumentando e si è ridotto ad un mero dato contabile senza tra l’altro tener conto delle effettive possibilità di riscossione.
Per quanto riguarda invece la tassazione al 15% delle partite Iva con regime forfettario, sarebbe altrettanto utile elevare da 85.000 euro ad almeno 100.000-120.000 euro l’imponibile. Questa sarebbe una ulteriore misura per agevolare i contribuenti, ridurre ulteriormente l’evasione e generare disponibilità per consumi o investimenti.
Per queste problematiche la Lega, con Salvini in primis, da mesi sta cercando di affrontarle. L’impegno in tal senso è continuo e ritengo che nel breve qualcosa potrà essere portata a compimento. Speriamo bene».

