CAMPOBASSO. Venerdì 26 settembre, a partire dalle ore 9, gli agricoltori provenienti da tutta Italia invaderanno pacificamente con cartelli, bandiere e striscioni le città simbolo della cerealicoltura nazionale, da Bari, capoluogo del Granaio d’Italia in Puglia, a Palermo in Sicilia. Presidi sono inoltre previsti anche a Firenze, Cagliari e Rovigo.
Anche il Molise prenderà parte alla mobilitazione, portando nel capoluogo pugliese, davanti al Palazzo della Regione Puglia sul Lungomare Nazario Sauro 33, oltre 500 soci. Gli agricoltori molisani faranno sentire la loro voce in difesa del grano italiano, minacciato dalle massicce importazioni dall’estero, che mettono a rischio migliaia di aziende del settore, così come la salute dei consumatori, visto che gran parte del grano importato proviene da Paesi che non rispettano le stesse regole sulla sicurezza alimentare in vigore in Italia.
Un esempio su tutti: il Canada, che utilizza glifosato, un potente erbicida usato in fase di preraccolta per essiccare il grano, altrimenti non maturerebbe a causa delle basse temperature del Paese.
A rischio oggi è la sopravvivenza di oltre 130.000 aziende agricole italiane impegnate nella coltivazione, ma anche un patrimonio territoriale di 1,2 milioni di ettari minacciati dall’abbandono e dalla desertificazione.
Il “popolo del grano” scenderà dunque in piazza con una grande mobilitazione, da Nord a Sud del Paese, che vedrà migliaia di agricoltori della Coldiretti manifestare per denunciare le manovre dei trafficanti che utilizzano le importazioni di prodotto straniero per far crollare i prezzi di quello italiano, ormai drammaticamente sotto i costi di produzione.
Queste speculazioni rischiano di far drasticamente diminuire le capacità produttive del Paese in un settore strategico per l’approvvigionamento alimentare, con pesanti conseguenze economiche e ambientali.


