TERMOLI. Una processione quasi silenziosa, solo il rumore dei propulsori che spingono le imbarcazioni in acqua, con la speranza di una prima uscita che sia capace di portare frutti e pesce fresco nelle reti.
A mezzanotte i pescherecci hanno lasciato gli ormeggi e sono salpati per andare al largo, dopo quasi 50 giorni di fermo biologico che li hanno costretti a terra.
Già da alcune ore prime equipaggi e armatori si sono recati al porto per le ultime messe a punto, troppo importante che tutto filasse liscio, per fortuna stavolta il meteo non ha inciso, visto che negli ultimi due anni, 2023 e 2024 il maltempo aveva caratterizzato la riapertura della pesca.
Luci accese a bordo, le reti da sistemare e le cassette da portare vuote (e l’auspicio di sbarcarle tutte piene). Il rito dell’attività ittica è antico, le insidie, i rischi e le regole si fondono assieme. I problemi che restano irrisolti, tra cui la necessità di commercializzare meglio il prodotto ittico ambito dell’Adriatico, come ci ha riferito l’armatrice Fulvia Verlengia.
Noi abbiamo documentato in diretta Facebook questo momento così atteso.


