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martedì 9 Dicembre 2025
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L’ultimo saluto al decano dei pescatori Rocco D’Ippolito

TERMOLI. Ultimo saluto, ieri pomeriggio, a Rocco D’Ippolito, storico armatore e pescatore conosciuto da tutti con il soprannome di “Circulante”, spentosi a 94 anni. La Basilica Cattedrale di Termoli ha accolto i funerali di un uomo che ha incarnato, con la sua vita e il suo lavoro, l’anima più autentica della marineria termolese.

Le campane hanno suonato a lutto mentre il feretro, è stato accolto da parenti, amici e dalla comunità portuale. In segno di rispetto, le bandiere del porto turistico erano issate a mezz’asta, simbolo di un dolore condiviso che attraversa i moli e le banchine dove Rocco aveva trascorso gran parte della sua esistenza.

Armatore del motopeschereccio Pegasus, ha navigato per decenni le acque dell’Adriatico, lasciando dietro di sé una scia di storie, di sacrifici e di insegnamenti. La sua figura resta legata indissolubilmente al mare e alla città: un punto di riferimento per tanti pescatori e una memoria vivente di un’epoca in cui la pesca era non solo lavoro, ma anche missione e appartenenza.

L’omelia di monsignor Mascilongo

Durante la celebrazione, monsignor Gabriele Mascilongo ha voluto sottolineare la dimensione umana e spirituale di Rocco D’Ippolito, ricordandone l’impegno costante, il senso del dovere e la fede che lo ha accompagnato per tutta la vita.

«Ha dedicato la sua vita al mare e alla famiglia, costruendo con sacrificio e dignità un cammino che oggi consegniamo alla misericordia di Dio», ha detto nell’omelia. «Era conosciuto da tutti con il soprannome di Circulante, segno di una presenza che non si fermava mai, sempre in movimento tra le onde e tra la gente del porto. La sua esistenza è stata un dono per la comunità: ci lascia la testimonianza di un uomo laborioso, onesto e profondamente legato alle sue radici».

Monsignor Mascilongo ha poi rivolto un pensiero ai familiari, esortandoli a custodire e tramandare i valori incarnati da Rocco: «Il dolore del distacco è grande, ma la memoria di un padre, di un nonno, di un marito così presente e generoso rimane come eredità preziosa. Che il Signore accolga il nostro fratello nella sua pace e doni consolazione a tutti voi».

L’abbraccio della comunità

A piangerlo sono la moglie Maria Recchi, i figli Nicoletta, Antonio e Rosangela, insieme ai nipoti, pronipoti e a tutti coloro che hanno condiviso con lui la vita del porto. Numerosi i colleghi pescatori e gli armatori che hanno voluto essere presenti, segno di una comunità che, pur trasformata dal tempo, non dimentica le sue radici.

Una memoria che resta

Con la scomparsa di Rocco D’Ippolito se ne va un pezzo autentico della storia marinara locale, ma resta un’eredità fatta di racconti, ricordi e valori. La sua figura continuerà a vivere nelle parole dei compagni di lavoro, nei gesti dei familiari, nel silenzio delle onde che bagna il porto di Termoli.

«Il mare – ha concluso monsignor Mascilongo – non è mai solo un luogo di fatica, ma anche di incontro con Dio. E Rocco questo lo ha compreso fino in fondo, consegnando la sua vita alle acque e oggi alla misericordia del Padre».

Un ultimo saluto, dunque, a un uomo che ha saputo trasformare la sua esistenza in testimonianza e che resterà per sempre “Circulante” nel cuore della sua città.