PETACCIATO. Il Patto di Fratellanza tra Civitaquana e Petacciato: quando l’arrosticino diventa ponte di cultura e comunità.
Ci sono storie che nascono in silenzio, tra le pieghe di un sorriso, davanti a un bicchiere di vino e a un pezzo di formaggio condiviso tra amici. Storie che, senza clamore, diventano ponti. È il caso dell’incontro tra Civitaquana e Petacciato, due borghi distanti per geografia ma vicini per spirito, uniti da un gesto semplice e potente: la cottura primitiva degli arrosticini, rito identitario abruzzese che ha trovato casa anche in Molise.
Tutto ha avuto inizio con Fabio Ginestrino, cittadino di Civitaquana e appassionato custode di questa tradizione. Da sette anni, nel suo paese, organizza “L’Arrosticciere in piazza”, una manifestazione che celebra il sapore autentico della carne di pecora infilzata su ceppi di ulivo o sanguinella, cotta a terra tra due file di mattoni che arginano carboni ardenti. Un gesto antico, che racconta di pastori, di comunità, di memoria.
Il 17 luglio 2025, Petacciato ha accolto questa tradizione con entusiasmo e rispetto. Viale Pietravalle si è trasformato in un fiume di persone, colori, racconti e sorrisi. L’associazione “Il Cuore di Petacciato”, con passione e dedizione, ha curato ogni dettaglio dell’evento, trasformandolo in un vero e proprio abbraccio collettivo. Tra i profumi della brace e le note del folklore, è andata in scena una festa della cultura popolare, dove l’allegria si è intrecciata con il desiderio di costruire legami duraturi.
Ospite d’onore il sindaco di Civitaquana, Samuele Di Profio, accompagnato dalla sua amministrazione. Dal palco, ha lanciato un invito sincero: “Venite da noi il 20 settembre, per vivere insieme la settima edizione dell’Arrosticciere in piazza”. Un appello che non è rimasto inascoltato.
Petacciato ha risposto con il cuore, sia con l’associazione organizzatrice dell’evento in basso Molise, sia con la delegazione degli amministratori, il sindaco Antonio Di Pardo, gli amministratori Gianpiero Lascelandà, Cristina Limone, Fabio Berchicci, Enrico D’Amario e Domenico Di Carlo.
A Civitaquana, l’accoglienza è stata calorosa e autentica. Fabio Ginestrino, insieme a mamma Edda e alla cugina Loredana, ha ricevuto gli ospiti con abbracci e strette di mano, in un clima di festa e condivisione. La piazza si è riempita di voci, di storie, di emozioni. E sotto le luci di una dolce serata settembrina, è stato firmato il “Patto di Fratellanza” tra i due comuni.
A suggellare l’accordo, i due sindaci, affiancati dai presidenti delle associazioni Gianna Di Lena e Fabio Ginestrino. Coordinatore dell’iniziativa, Maurizio Varriano, già presentatore dell’evento di luglio a Petacciato, che ha saputo dare voce e ritmo a un momento carico di significato. Presenti anche figure di rilievo del territorio: l’imprenditore e pastore Nunzio Marcelli, il presidente del Distretto Molise Orientale e commissario Aast Remo Di Giandomenico, e un rappresentante dell’Anci.
Il patto non è solo un documento: è un impegno morale e culturale. I due comuni si sono promessi di non lasciare andare i ricordi, ma di custodirli e tramandarli, affinché le tradizioni rievocative continuino a dare vita ai borghi. È la volontà di unire, di collaborare, di costruire ponti tra territori che un tempo appartenevano alla stessa Regione, e che oggi scelgono di ritrovarsi nel nome della cultura condivisa.
Durante la serata, il dialogo tra i presenti ha regalato momenti di riflessione e saggezza. Quando la cultura parla di tradizione, la gente resta incantata. E l’arrosticino, con il suo sapore rustico e autentico, diventa simbolo di un passato che non vuole essere dimenticato, ma celebrato e reinventato.
L’Arrosticciere in piazza non è solo una festa: è un manifesto di comunità. È il desiderio di rendere i ricordi mattoni per costruire il futuro. E mentre le braci si spengono lentamente, resta accesa la fiamma di un’amicizia che ha scelto di diventare fratellanza.
Appuntamento al prossimo anno. Perché la tradizione non è nostalgia: è radice viva, è ponte, è casa.





