TERMOLI. Cala il sipario sulla 64esima edizione del Premio Termoli con un finissage che ha trasformato il Macte in un crocevia di emozioni, performance e partecipazione. Stasera, sabato 20 settembre, alla presenza di decine di persone e delle autorità locali – tra cui il vicesindaco di Termoli Michele Barile, il presidente della Fondazione Macte Paolo De Matteis Larivera e la sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto – la direttrice Caterina Riva ha annunciato i tre riconoscimenti che suggellano l’edizione 2025.
Premio Acquisto: Roberto Fassone – Con i denti tra i coltelli
Per la prima volta nella storia del Premio Termoli, un’opera video entra nella collezione permanente del Macte. Il lavoro di Roberto Fassone si distingue per ingegnosità e capacità di coinvolgere il pubblico, trasportandolo in un universo fatto di gioia, danza, tattica e anche di sconfitte. Un’opera che parla con sincerità e ironia, aprendo nuove traiettorie espressive.
Premio Mostra: Elisa Giardina Papa
Nel 2026 il Macte ospiterà una personale dell’artista Elisa Giardina Papa, le cui sculture e video scompigliano ogni preconcetto. I suoi assemblaggi danno vita a corpi ibridi e non conformi, portatori di vitalità e rottura. Un linguaggio visivo potente, che interroga il presente e apre spazi di riflessione.
Menzione del Pubblico: Monia Ben Hamouda – Figuration demon (deer)
Scelta direttamente dai visitatori durante l’estate, l’opera di Monia Ben Hamouda ha conquistato il pubblico con la sua forza evocativa. Figuration demon (deer) è una figurazione intensa, che mescola spiritualità e inquietudine, lasciando un segno profondo nell’immaginario collettivo.
La serata ha visto anche la performance di Roberto Fassone con Altre frequenze, un libro in gestazione dal 2020 che si è trasformato in rituale collettivo, dissolvendo i confini tra autore e spettatore. Un’esperienza che ha incarnato lo spirito del Premio: rendere l’arte accessibile, viva e condivisa.
Con un picco di presenze registrato ad agosto e una partecipazione crescente da parte di turisti e cittadini, il Macte si conferma motore culturale della città. E mentre Termoli sogna la candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027, il Premio Termoli continua a essere il suo cuore pulsante.
Emanuele Bracone





