TERMOLI. Dalla speranza alla doccia gelata: è questa la sensazione che è stata vissuta in loco, dalla marineria, dopo la pubblicazione del primo stralcio della graduatoria con cui il Masaf ha ammesso le prime 560 imbarcazioni all’indennizzo del fermo pesca 2023.
Poco più di 1,8 milioni di euro di contributi, ma di questa somma nemmeno un centesimo è destinato alla flottiglia peschereccia termolese.
Nemmeno un armatore è inserito nella lista, e questo non era mai successo in tempi recenti.
Si tratta, come detto, di un primo e ancora parziale elenco che contempla poco meno di un terzo delle domande complessive ricevute al Ministero.
Per le restanti si procederà a ulteriori verifiche e a una seconda pubblicazione.
E’ questa la speranza di chi attende da anni ristori per aver dovuto restare agli ormeggi, vista l’obbligatorietà del fermo biologico, un’attesa spasmodica che si aggiunge a ritardi evidenti.
Ancora una volta è la burocrazia a dettare legge.


