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sabato 13 Dicembre 2025
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Global Sumud Flotilla, la voce di Arturo Scotto: «La coscienza conta più della paura»

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TERMOLI. Un collegamento intenso e carico di emozioni quello che si è svolto oggi tra il Partito Democratico e l’onorevole Arturo Scotto, impegnato nella missione della Global Sumud Flotilla, la carovana navale internazionale che da giorni naviga nel Mediterraneo con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.

Incontro organizzato dalla Federazione Pd Basso Molise e dal Circolo di Guglionesi.

Il contatto, avvenuto a poche miglia dalla cosiddetta “zona rossa” arbitrariamente imposta da Israele, ha permesso agli iscritti e agli esponenti del Pd molisano di ascoltare direttamente la voce del parlamentare, tra i rappresentanti italiani della delegazione internazionale che partecipa alla missione.

Il sostegno del Pd molisano

Nel saluto iniziale, i rappresentanti dem hanno ringraziato Scotto per la testimonianza, sottolineando come questa esperienza racchiuda coraggio, dedizione e senso di responsabilità. Un abbraccio virtuale, definito «fortissimo», è stato rivolto al deputato per manifestare vicinanza e solidarietà:

«Questa non è una disobbedienza civile – è stato detto – ma un viaggio di coscienza contro un’ingiustizia che dura da troppo tempo. La vostra presenza in mare non porta solo aiuti, ma un messaggio universale sui diritti umani, che non possono essere limitati o negati per convenienza politica».

La voce di Scotto dalla nave

Nel suo intervento, Arturo Scotto ha descritto la situazione a bordo: «Siamo arrivati a circa 75 miglia, ormai vicini alla linea arbitraria che Israele ha imposto a 150 miglia dalla costa di Gaza. Viaggiamo con la consapevolezza che la missione difficilmente potrà arrivare a destinazione, perché l’intervento delle forze israeliane è quasi certo. Ma abbiamo scelto di esserci, di affrontare questo rischio, perché la coscienza conta più della paura».

Scotto ha sottolineato che la Flotilla rappresenta «un atto di resistenza pacifica e internazionale contro il blocco imposto a Gaza dal 2007», una barriera che nega l’accesso a beni fondamentali e condanna la popolazione a una condizione umanitaria drammatica.

Critica al governo italiano

Dal deputato non sono mancate parole dure verso il governo Meloni: «Questa missione avrebbe potuto e dovuto avere un sostegno istituzionale, con la richiesta di aprire un corridoio umanitario garantito. L’Italia, invece, non solo non ci riconosce come missione umanitaria, ma mantiene una posizione ambigua che pesa sul piano diplomatico e soprattutto su quello etico. È una scelta che rivela rigidità e mancanza di autonomia nella politica estera».

Secondo Scotto, il mancato riconoscimento dello Stato di Palestina e il silenzio sul massacro in corso «indeboliscono la credibilità internazionale del nostro Paese e lo schiacciano dentro logiche di potere che nulla hanno a che vedere con i valori universali dei diritti umani».

Una flotta di speranza

La Global Sumud Flotilla è composta da 44 delegazioni internazionali, cariche di significato politico e simbolico. «Queste barchette – ha detto Scotto – rappresentano un’idea di speranza che sfida l’inerzia e l’indifferenza. Non portano solo materiali di aiuto, ma un messaggio: la centralità della persona e dei diritti umani in un tempo in cui prevalgono la forza muscolare e lo sdoganamento della guerra».

Il parlamentare ha parlato anche dei rischi concreti: «Siamo preoccupati, lo ammetto, ma sappiamo di avere con noi la forza e il sostegno di chi ci segue da terra. Siamo consapevoli che questa missione potrebbe essere fermata con la forza, ma l’importante è che il mondo sappia cosa accade e che si apra finalmente un dibattito vero sul destino di Gaza».

L’impegno a riportare al centro l’umanità

Il collegamento si è chiuso con un appello: «Riportare al centro la prevalenza del diritto e dell’umanità. Questo è il senso del nostro viaggio. Chiediamo al Pd, ai cittadini, ai movimenti di pace, di continuare a mobilitarsi perché nessuno possa dire di non sapere».

Un incontro breve, a causa della necessità per Scotto di gestire comunicazioni istituzionali dalla nave, ma denso di contenuti e di emozione. Per il circolo del bassomolisano, una testimonianza diretta che rafforza l’impegno politico e civile per la pace, la giustizia e la solidarietà internazionale.