X
venerdì 5 Dicembre 2025
Cerca

Luci sulla Palestina: il San Timoteo tra i 100 ospedali italiani che hanno acceso la memoria

TERMOLI. In una serata carica di silenzio e significato, anche l’Ospedale di Termoli ha aderito al flash mob nazionale “Luci sulla Palestina – 100 ospedali per Gaza”, un’iniziativa civile e professionale che ha coinvolto oltre 250 strutture sanitarie in tutta Italia. L’obiettivo: ricordare le vittime civili del conflitto in corso e, in particolare, gli operatori sanitari palestinesi uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.
«Non è un discorso partitico, né un appello ideologico. È un gesto umano, doveroso, professionale», ha dichiarato l’oratrice aprendo la manifestazione. Un messaggio chiaro, condiviso da medici, infermieri, volontari, cittadini e rappresentanti istituzionali riuniti per rompere il muro dell’indifferenza. Durante la cerimonia, sono state accese simbolicamente delle luci e letti in silenzio i nomi di 100 operatori sanitari palestinesi, parte di un elenco nazionale che ne conta 1.677, uccisi dal 7 ottobre 2023. Secondo gli ultimi aggiornamenti, altre 47 vittime si sono aggiunte nelle ultime settimane, in una strage che continua a colpire anche chi cura. Parola a Giuseppe Pranzitelli, che ha pronunciato il discorso introduttivo, per lasciare poi la lettura dei 100 martiri a Mohammad Berjaoui (musulmano libanese), Mouneer Tannous (cristiano palestinese).

Decine e decine le persone che hanno sfidato il freddo di questa sera e anche qualche goccia di pioggia, per testimoniare la solidarietà umana.
«Il diritto alla cura è un diritto umano universale», si è ribadito con forza. Un principio sancito dal diritto internazionale, che vieta espressamente gli attacchi contro ospedali, ambulanze e personale sanitario. Eppure, le testimonianze parlano di strutture distrutte, medici imprigionati, ambulanze colpite, cure negate.
361 operatori sanitari palestinesi risultano attualmente detenuti nelle carceri israeliane, molti senza processo. Le denunce parlano di torture, violenze, uccisioni. «Li ricordiamo. Tutte e tutti. E preghiamo perché vengano liberati al più presto», è stato l’appello condiviso.
L’iniziativa, nata dal basso e sostenuta da associazioni, enti e cittadini, ha unito idealmente ospedali, scuole, università, porti e piazze in un gesto collettivo di memoria e testimonianza. «La memoria è il primo passo verso la pace», si è detto. «E anche nel buio, possiamo scegliere di essere presenza, di essere cura, di essere umanità».