CAMPOBASSO. “Mio padre era malato ma seguito, non lo perdonerò mai…” Parole durissime quelle che oggi sono state diffuse dai media nazionali, che stanno seguendo ora dopo ora gli sviluppi della strage compiuta da Salvatore Ocone, pronunciate dal figlio Mario.
Dopo l’arrivo di ieri al Neuromed di Pozzilli, il fratello maggiore Mario Ocone, 23 anni, continua a vegliare sulla sorella di 17 anni, unica sopravvissuta alla furia del padre Salvatore Ocone, che ha ucciso la moglie Elisa Polcino, il figlio Cosimo e colpito gravemente la figlia.
Le condizioni cliniche
La ragazza resta ricoverata in prognosi riservata: le sue condizioni sono stazionarie, ma i medici parlano di un quadro ancora molto grave. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno decisivi i controlli neurologici per valutare eventuali progressi. La direzione sanitaria ha confermato che la giovane è sottoposta a monitoraggio costante e che ogni miglioramento, anche minimo, verrà considerato un segnale positivo.
Le parole del fratello
Mario, rimasto accanto alla sorella per tutta la notte, ha ribadito la sua speranza: «Aspettiamo e preghiamo che si riprenda. Non smetto di crederci». Più volte ha ripetuto di non poter perdonare il padre e di voler dedicare tutte le sue energie al sostegno della sorella.
L’inchiesta
Sul fronte giudiziario, proseguono gli interrogatori e le verifiche sul passato familiare. La procura sta acquisendo testimonianze da parenti e vicini, delineando un quadro di litigi continui e tensioni mai risolte. È atteso nelle prossime ore un aggiornamento formale sulle misure cautelari nei confronti di Salvatore Ocone, che ha già confessato il delitto.
La comunità in attesa
La comunità molisana segue con apprensione l’evolversi della vicenda. Amici, conoscenti e istituzioni locali hanno espresso solidarietà alla famiglia e in particolare alla giovane ricoverata, su cui si concentrano ora le preghiere e la speranza di tutti.

